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Hanno proclamato lo sciopero per il 18 marzo i dipendenti dell’Amtab aderenti alle sigle autonome, contro le nuove disposizioni aziendali che prevedono decurtazioni sul premio di produttività in caso di assenze brevi reiterate. “Le nuove disposizioni – spiegano – prevedono che se per un mese accumuliamo due assenze brevi, il mese successivo non riceviamo il premio di produttività”. Che va da un minimo di 80 euro. Una manovra per ridurre appunto il tasso di assenteismo, ma i dipendenti sono su tutte le furie. “Siamo i primi a perseguire chi si assenta senza motivo – spiegano – ma qui si sta facendo di tutta l’erba un fascio. Noi adesso non abbiamo più il diritto di ammalarci e dobbiamo andare a lavorare con la febbre?”.

Sotto accusa anche il mancato premio per chi va a donare il sangue. “Senza dimenticare – si legge nel documento del movimento Cambia Menti  – del limitato diritto del lavoratore all’avanzamento di carriera perché appannaggio del datore di lavoro che può decidere secondo altri criteri”.

Le nuove condizioni stabilite dal testo unico hanno fatto storcere il naso non solo ai sindacati autonomi. In questi giorni anche al Cgil sta tenendo un referendum per fare decidere ai lavoratori se accettare o meno quanto stabilito nel corso dell’ultima riunione con la direzione generale.

“Noi non siamo contrari alle iniziative per scovare i furbetti – aggiunge Leonardo Laserra, della segreteria provinciale di Cambia – Menti – ma vogliamo che vengano attivati procedimenti disciplinati diretti a chi non rispetta la legge, così come è stato fatto già”.


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