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Lo stadio San Nicola sarà affidato per cinque anni ad un privato, scelto con una gara di evidenza pubblica. Lo ha stabilito questa mattina la giunta comunale. “Il provvedimento approvato oggi in giunta – commenta l’assessore allo Sport, Pietro Petruzzelli – rappresenta un passo in avanti verso una concezione moderna della gestione di uno stadio di calcio. L’impianto, infatti, potrà essere adoperato per eventi e manifestazioni sportive, musicali socio-culturali per tornei e gare. Il concessionario potrà a suo volta avere un ritorno dagli spazi pubblicitari ed eventualmente anche da attività commerciali o terziarie. In questo modo creiamo le condizioni affinché un privato con le adeguate competenze possa gestire al meglio l’intera struttura sportiva”.

Le condizioni della concessione

Il nuovo gestore dovrà occuparsi dell’intero impianto (compreso i parcheggi) e della manutenzione ordinaria e straordinaria. La squadra di calcio della Fc Bari (nel caso non partecipi alla gara come soggetto concessionario) potrà utilizzare gli impianti per le partite di campionato e gli allenamenti,  previo pagamento delle relative tariffe. Anche altre organizzazioni sportive potranno utilizzarlo, sempre previa richiesta e pagamento del canone. Il concessionario potrà gestire la pubblicità all’interno delle aree oggetto della concessione, compresi i tabelloni elettronici, traendone i relativi utili ma dovrà provvedere, per l’intera durata della concessione, alla stipula di polizze per incendio/furto, atti vandalici e danni a persone o cose connessi alla gestione e all’uso dell’impianto sportivo.

I costi della manutenzione

Secondo il piano di gestione redatto dal professionista Bartolomeo Silvestri, ingaggiato dal Comune, il problema maggiore riguarda la manutenzione dell’impianto. Ci vorrebbero ad esempio minimo  5 milioni di euro per riparare i 26 petali della copertura (in 20 anni), oltre 100mila euro per il rifacimento del manto erboso. Ed ancora, per il personale si spendono 78mila euro l’anno, le utenze 165mila euro, ma il capitolo più cospicuo è appunto quello che riguarda le manutenzioni che arrivano a 17 milioni e 587mila euro (da distribuire in 60 anni). Qualche esempio: 229 mila euro per tornelli, ascensori e aree esterne,  quasi 550mila euro per sostituire le sedute, per le recinzioni, le ringhiere e gli infissi, 32mila euro per la manutenzione del maxischermo, 630mila euro in caso di sostituzione. A questi vanno aggiunti i 115mila euro di spese generali, 110mila euro di tributi, 15mila euro di polizza assicurativa.

L’opzione dei cinque anni

Erano quattro le opzioni di tempo indicate per l’affidamento ai privati. La prima prevedeva l’affido della gestione per tre anni ed è stata considerata la meno conveniente per i privati. La seconda opzione prevedeva una concessione a cinque anni. In questa alternativa sono stati previsti ricavi maggiori dovuti alla presenza di un evento sportivo (torneo estivo) al quinto anno. Gli interventi prioritari di manutenzioni programmate sono pari a circa  1.630.400 euro, mentre gli interventi con priorità bassa hanno un’incidenza pari a euro 1.428.000 da sostenere nel primo anno. La terza opzione prevedeva una concessione di 10 anni con manutenzioni pari a 6 milioni di euro, la quarta opzione (15 anni) con manutenzioni pari a quasi 9 milioni di euro. In questo caso è stata prevista la sostituzione di tutti i 26 petali di copertura dello stadio.

La più vantaggiosa è risultata quella a cinque anni che consentirebbe al Comune di assicurarsi una gestione efficiente dell’impianto nel breve periodo e, contestualmente, di valutare e avviare azioni finalizzate a risolvere le questioni connesse alla conduzione dello stadio in una prospettiva a lungo termine.


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