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Lo stadio San Nicola è ormai un impianto della discordia. In settimana doveva esserci un incontro tra il sindaco Antonio Decaro e il presidente del Bari Cosmo Giancaspro. L’appuntamento è saltato per le beghe dell’elezione del prossimo presidente della Lega Serie B, ma i nodi restano tutti sul tavolo.

Comune e club distanti (al momento)

Le distanze tra l’amministrazione comunale di Bari e il club sono rilevanti. Il Comune immagina una concessione per cinque anni dell’impianto (in alternativa a dieci o quindici): su questa direzione c’è il via libera per un bando di evidenza pubblica. Il Bari, in questo caso, non parteciperebbe. Cinque anni sono un lasso di tempo troppo breve per la società, e ci sarebbe il rischio che l’investimento non sia ammortizzabile.

In arrivo la controproposta del Bari

Giancaspro ha fatto sapere che è allo studio una controproposta da presentare al Comune, con un riferimento all’acquisizione possibile di altre aree intorno allo stadio. La durata di una eventuale concessione? Sicuramente molto più dei previsti cinque anni. In caso di mancato accordo, non è da escludere una soluzione che vedrebbe il club vagliare la possibilità dir realizzare un impianto di proprietà in un comune della provincia.

Senza accordo, futuro nebuloso

Sullo sfondo resta un San Nicola sgarrupato come emerge dagli ultimi monitoraggi. L’Astronave, senza convenzione o concessione con il Bari, corre il rischio di diventare un rudere costoso, ma soprattutto un impianto dal futuro nebuloso.


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