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Siamo nel bel mezzo del Festival del Cinema europeo, iniziato lo scorso lunedì a Lecce. La kermesse si concluderà a breve, con due appuntamenti di primo piano previsti per sabato 8 aprile: l’incontro con il regista britannico Stephen Frears e il premio “Mario Verdone” che vedrà come ospite speciale, quest’anno, Gabriele Mainetti, sull’onda (lunga) del successo di “Lo chiamavano Jeeg Robot”. A consegnare la statuetta, dedicata allo storico del cinema, i figli Luca, Silvia e – ovviamente – Carlo.

Le mostre

Attorno alle proiezioni, ai workshop e agli incontri con gli autori, sono state organizzate tre mostre, dislocate in alcuni punti della città. Due di queste sono state dedicate al “principe della risata”: Totò. Curata dalla Mediateca regionale pugliese, la mostra “Totò – manifesti cinematografici d’epoca” è visitabile nelle sale del castello Carlo V. Stessa location e stesso tema per l’esposizione dei disegni di Giancarlo Montelli, raccolti nell’evento “Totò – tocchi e ritocchi”. Infine, con un salto in avanti nel tempo, la mostra dell’ex monastero dei Teatini rende omaggio all’attrice italiana Isabella Ferrari, con una serie di ritratti fotografici scattati da diversi autori durante la sua carriera.

Le proiezioni e i premi

Continuano, ovviamente, le proiezioni iniziate lunedì scorso, seguendo un folto calendario di spettacoli aperti a tutti. I film che il pubblico può apprezzare in questi giorni di festival, fanno parte o degli omaggi agli autori scelti quest’anno (Stephen Fears, Totò, Francesco Maselli, Isabella Ferrari, Valerio Mastrandrea, Nuri Bilge Ceylan e Agnieszka Holland) o del ventaglio selezionato per concorrere al premio “Ulivo d’oro”. Sarà, questa, l’occasione per vedere o ri-vedere alcuni dei titoli più belli del cinema europeo, con un occhio di riguardo per la produzione nostrana. Da non perdere, però, anche la proiezione delle proposte internazionali in gara: l’irlandese “A date for mad Mary” di Darren Thornton, i danesi “In the blood” di  Rasmus Heisterberg e “Rosemari” di Sara Johnsen, lo spagnolo “Living and other fictions” di Jo Sol, il polacco “Forest, 4 am” di  Jan Jakub Kolski, l’austriaco “Home is here” di Tereza Kotyk, il turco “Album” di Mehmet Can Mertoğlu, il francese “A taste of ink” di Morgan Simon, il macedone “When the day had no name” di  Teona Strugar Mitevska, il tedesco “Hand of a mother” di Florian Eichinger e il georgiano “My happy family” di Nana&Simon. Il vincitore sarà annunciato alle 18 di sabato 8 aprile nella sala 1 del Multisala Massimo.

Come ogni anno, sarà assegnato un riconoscimento speciale alla migliore opera prima italiana (secondo la giuria del festival leccese). Tra i candidati, “Il più grande sogno” di Michele Vannucci, Mine di Fabio Guaglione e “La ragazza del mondo” di Marco Danieli (vincitore agli ultimi David di Donatello).


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