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L’obiettivo è di togliere i ragazzi dalle strade di un quartiere ancora molto difficile come il Libertà. Nato nel gennaio del 2014 il punto luce di Save the Children, in via Francesco Nitti,  ha accolto fino ad ora oltre mille ragazzi tra i 6 e i 16 anni:  nell’ultimo anno si è registrato anche un forte incremento di partecipazioni (più di 500 adesioni) con un 20 per cento di stranieri.

“Questo è un luogo di opportunità – ci spiega il referente Francesco Muciaccia – per tutte quelle famiglie che solitamente non hanno accesso a luoghi di cultura e socializzazione. Qui si pratica sport, si aiutano i ragazzi nello studio, c’è chi impara a suonare uno strumento musicale, insomma si cerca di incoraggiare le loro passioni”.

Per ogni iscritto al programma del Punto Luce, Save the Children mette a disposizione un budget di 300 euro per rafforzare la “dote educativa” e investire nel futuro dei giovani. Inoltre, la struttura di circa 400 metri quadrati concessa dall’oratorio Redentore Don Bosco offre gratuitamente attività ricreative, laboratori di teatro, musica, corsi di supporto scolastico, educazione all’uso consapevole di internet, corsi di lingue. Rivolgendosi a un target differente, lo Spazio Mamme incentiva le attività tra i genitori e i bambini (di età compresa tra zero e cinque anni). Come supporto nel processo formativo dei piccoli e di miglioramento nella gestione delle risorse economiche del nucleo familiare.

“Qui ad esempio diamo la possibilità ai genitori di trascorrere del tempo esclusivamente dedicato ai loro figli”, commenta Francesca Marzo, referente Spazio Mamme.

Povertà in Puglia

Di pari passo con le azioni intraprese nel quartiere Libertà, in occasione della campagna “Illuminiamo il futuro” l’organizzazione non profit ha presentato un rapporto per descrivere l’adeguatezza dell’offerta formativa a disposizione dei più giovani. In Puglia il 32 per cento dei minori vive in condizioni di povertà relativa e circa un ragazzo su cinque abbandona gli studi prima del tempo. In aggiunta, la Puglia appare come una delle peggiori regioni italiane per l’insufficienza del servizio mensa (sono esclusi tre bambini su quattro) e per la mancata partecipazione ad attività culturali e ricreative (67 per cento).

Il progetto Punto Luce – da lunedì a venerdì, dalle ore 10.00 alle 19.00 – si avvale del supporto del partner di Mama Happy – Centro Servizi famiglie accoglienti. Per maggiori informazioni: puntiluce@illuminiamoilfuturo.it


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