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“La solita, vecchia storia” avrebbe cantato il buon Paul Brady. Il Bari, invece, “stecca”. Di nuovo, ancora: quarta sconfitta consecutiva in trasferta (1-0 in casa dello Spezia), 395 minuti senza segnare lo straccio di un gol e tirando in porta per grazia divina, con Galano nel primo tempo. Non è stato un bel Bari, quello sceso in campo con un 3-5-2 speculare al modulo dello Spezia, né una bella partita quella dello Stadio Alberto Picco.

Il merito dello Spezia è stato aver trovato il gol con Granoche, al 15′, in mezzo al museo delle cere della difesa del Bari e aver domato senza problemi il tentativo di reazione biancorossa. Favorito, va detto, dall’ingenua espulsione di Capradossi – per due ammonizioni ravvicinate – al 13′ della ripresa, quando il Bari ci aveva provato con un Raicevic assai impreciso e Colantuono stava studiando le alternative. L’ingresso di Maniero per Galano (che era rimasto a secco a La Spezia anche con la maglia del Vicenza) è servito a poco.

Se si giocasse solo in casa, il Bari sarebbe primo con il Benevento. Fuori casa, invece, Micai e compagni lamentano il terzultimo rendimento in assoluto con 12 punti (media 0,71) e il peggior attacco con soli 10 gol segnati, 4 dei quali nell’illusoria impresa per 4-3 a Benevento. Era il 24 febbraio. Il Bari, evidentemente, non era quello, almeno fuori casa. Alla vigilia Colantuono ha cercato di pensare positivo, alla vigilia, l’incapacità della squadra di costruire azioni da gol – e quindi vincere o raddrizzare le partite – induce a ben altri umori. E se, pur essendo scivolato fuori dalla playoff il Bari è rimasto a soli quattro punti dal quarto posto, è evidente che così non si va lontano.


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