It Tastes Like Sugar è l’esordio delle Killin’ Baudelaire, una band che suona un alternative metal che sta suscitando la curiosità di molti osservatori del settore. L’EP si compone di quattro brani: Wasted, The Way She Wants, Riddle e una cover di Lana Rey, Summertime Sadness. Le Killin’ Baudelaire sono: Elisa Helly Scandella (voce), Alice Lane Pandini (basso), Martina Nixe Riva (chitarra), Martina Cleo Ungarelli (batteria e voce). Per settembre 2017 saranno impegnate in un tour di cinque date nel Regno Unito.

Dove nasce il nome Killin’ Baudelaire?

La scelta del nome è stata molto travagliata: alla fine la decisione è ricaduta su “Killin’ Baudelaire”. Il poeta citato è stato il pilastro e il padre fondatore della corrente del Decadentismo, al quale ci sentiamo vicine. I nostri testi infatti, nonostante l’apparenza dolce, rivelano sempre un’essenza sofferente. Allo stesso tempo, però, volevamo comunicare un’idea di sorpasso, di evoluzione quasi violenta. Come del resto dimostrano le nostre influenze musicali, l’obiettivo è creare qualcosa di nuovo senza obliare il vecchio. Il nome Killin’ Baudelaire vuole associare il concetto di decadentismo dei temi al sorpasso quasi violento di una generazione che non sentiamo più nostra. Vogliamo, un po’ futuristicamente, sorpassare il passato uccidendolo come fosse nostro padre, ma con la consapevolezza di non potercene mai veramente distaccare.

Qual è il lato oscuro dei sentimenti?

I sentimenti oscuri… sono tutti quelli dentro di noi, difficili da vedere e sentire. Sono quei sentimenti sopiti che il nostro io non può davvero conoscere ma che si fanno strada nel nostro inconscio in maniere più o meno varie. Nel nostro caso, indubbiamente, sono quelle emozioni che emergono sotto forma di parole. Sono storie, descrizioni e impressioni scritte nere su bianco e cantate con armonie ora aggressive ore docili sull’architettura dei nostri brani. In particolare, il nome del nostro EP fa riferimento a un concetto molto esteso di Amore, inteso come sentimento pervasivo e necessario nella vita di tutti. Un amore che superficialmente può comunicare dolcezza, ma che in profondità rivela visioni meno romantiche e più ambigue. Sta a voi scoprirlo.

Come sono trascorsi questi primi due anni di Killin’ Baudelaire?

I primi due anni ci sono serviti per fare tanta esperienza, per comporre e preparare il nostro EP. Nel corso di questo periodo abbiamo rafforzato la nostra collaborazione con Titta Morganti di Bagana Rock Agency e con tutto lo staff dell’Agenzia. Ed è stata una continua e inarrestabile crescita: vogliamo migliorarci sempre di più e mettere tutte le nostre esperienze nella musica che facciamo.

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Da cosa traggono ispirazione le Killin’ Baudelaire?

Siamo quattro ragazze dai gusti molto variegati. Diciamo che nel nostro caso, il detto “chi si somiglia si piglia” vale solo in minima parte. Certo è che il nostro legame è forte e l’impegno che mettiamo nel nostro progetto è tale che la comunione di intenti crei una continuità indissolubile. Sarebbe inutile elencare tutte le nostre singole influenze, artistiche e musicali. Ciò che invece reputiamo interessante è cercare di spiegare come tutte queste apparenti diversità confluiscano in un sound il più possibile originale e allo stesso tempo piacevole. L’impianto di questo progetto è senz’altro corale. Nessuna prevarica sull’altra con le idee: ci piace sperimentare e confrontarci sempre e comunque.

Com’è nata la scelta del Regno Unito per il loro tour a settembre?

L’occasione per il  piccolo tour che faremo a settembre in Inghilterra è stato un ingaggio estero che ci ha reso molto molto felici. Così, il nostro booking agent ha prontamente organizzato per noi le 5 date che faremo prossimamente. L’idea di andare all’estero ci emoziona non poco: portare la nostra musica fuori dall’italia per farla conoscere a un pubblico straniero è una bellissima occasione per continuare a farci conoscere e allargare la rosa dei nostri fan.

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