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Convalidato l’arresto per Marian Sima, il romeno 44enne, senza fissa  dimora accusato di aver ucciso la sua compagna in un casolare sul lungomare Di Cagno Abbrescia dove vivevano. La donna, Anita Betata Rzepecka, sarebbe morta per un trauma cranico provocato da una caduta dopo uno schiaffo che avrebbe ricevuto dal compagno durante una lite: l’uomo le aveva rimproverato di non aver lavato i piatti. Dalle indagini dei carabinieri è risultato che non era la prima volta che la donna subiva violenze. Pare, infatti, e su questo si stanno concentrando le ulteriori indagini, che da circa due anni, da quando l’uomo era uscito dal carcere ed era iniziata la frequentazione, la donna subisse quotidiani maltrattamenti. Ma non aveva mai voluto denunciarlo, forse per timore di ritorsioni ancora più gravi.

Dopo l’udienza di ieri durante la quale l’uomo ha negato l’aggressione, il giudice per le Indagini Preliminari, Francesco Agnino, considerata la gravità dei fatti, nonché il disvalore della condotta, ha convalidato l’arresto, riformulando il capo di imputazione, ravvisando la morte come evento conseguente dei maltrattamenti.

Intanto, la Procura ha già conferito l’incarico per effettuare l’autopsia al dottor De Donno dell’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari, l’esito della quale fornirà ulteriori dettagli di questa triste vicenda.


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