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Un assassino prezzolato, un eroe in grado di far materializzare qualsiasi cosa gli viene in mente. Ecco Kimberly e Kremisi, i due massimi rappresentanti degli universi di Stefano Labbia, fumettista esordiente romano lanciato verso il mondo delle Graphic Novel.
Complice un passato da lettore avido e onnivoro, Labbia è stato naturalmente attratto dalla scrittura, scegliendo – tra tutte – la nona arte.  La sua prima opera,“Killer Loop’s”, sarà pubblicata dalla casa editrice LFA Publisher all’inizio del 2018.

In “Kremisi” ti confronti con il genere supereroistico. Come affronti questa sfida?

Una vera e propria sfida non c’è che dire! Questo genere è nato in America e io da bravo italiano spero di esser riuscito a dare una versione personale dei supereroi, senza però, parodiare quello che ho amato da subito: sono cresciuto a pane e Marvel.

Sempre in “Kremisi”, c’è un buon numero di eroi e personaggi afroamericani. Si tratta di una scelta o di un messaggio preciso?

Potrei dire che la “scelta” è stata casuale. In realtà, in generale, spesso e volentieri scrivo di getto. Non sono di quelli che si siede dietro ad un tavolo e pianifica, ecco. Sono più uno scrittore di pancia, d’emozione che un “programmatore”. Nulla in contrario con chi lo fa, ma i prodotti che poi nascono usando questa “metodologia” sono finti. Non danno niente e il lettore / spettatore lo sa. Infatti la stragrande maggioranza di essi poi fanno flop. Se dici il vero, parli di quello che conosci non credo sia impossibile riuscire a coinvolgere il lettore / spettatore. Anche in una storia di fantasia devono esserci degli input, delle domande, un sottotesto. Un messaggio. Non so lavorare con quello che chiamano “puro intrattenimento”. Anzi, a dirla tutta, credo proprio che il puro intrattenimento non esista. Alla fin fine, un messaggio, anche se “breve”, te lo regala ogni cosa che vedi, guardi, leggi.

In Kimberly, i due personaggi femminili sono temibili sicari e non le classiche parti deboli da salvare. Che ruolo ha la donna nella tua storia? 

Le donne in Kimberly sono donne forti. Energiche. Lottatrici. Ma c’è spazio anche per la “bella donzella” in pericolo. Kimberly nonostante non abbia un physique du rôle, per intenderci, si ritrova ad essere un grande amatore. Un po’ come Lupin III di Monkey Punch. Nei fumetti ultimamente vediamo una situazione bilanciata come in realtà non è: la donna nonostante abbia una marcia in più rispetto all’uomo su tutto – e questo è innegabile, checché se ne dica! – trova ancora moltissimi ostacoli nella vita quotidiana in tutto il mondo. Credo che se avessimo più donne a ricoprire ruoli di potere, la situazione globale ne gioverebbe molto.

labbia

Il gusto della citazione: in base a cosa hai scelto i tuoi riferimenti?

Finalmente questa domanda! Io adoro letteralmente easter eggs, citazioni e compagnia bella. La mia “cultura pop” mi permette di spaziare e non solo toccare i fumetti Marvel ma anche videoclip, battute, film celebri o meno celebri, serie tv. Inserisco sempre in ogni episodio, in ogni sceneggiatura, in ogni romanzo moltissime citazioni. Quasi a sfidare il lettore / spettatore che poi è chiamato a cercarle. Faccio questo per due motivi: perché mi piace e perché vorrei far conoscere quelle che reputo “piccole perle” al grande pubblico. Abbiamo davvero troppi input di questi tempi, più di quanti ne riusciamo a sopportare. Ci dimentichiamo o non ci interessiamo di quello che è accaduto ieri, lasciandoci alle spalle la storia, i film, le serie e i libri che hanno avuto un ruolo importante per le generazioni passate e che hanno costruito gli uomini e le donne che sono gli adulti di oggi. La memoria è importante. Il ricordo è importante. Il passato, è importante.


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