Si è svolta questa mattina, presso la lapide che ricorda i venti caduti nel giardino di piazza Umberto, la cerimonia di commemorazione del 74° anniversario della strage di via Niccolò dell’Arca, organizzata dal Comune di Bari in collaborazione con l’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), l’Ipsaic (Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea), l’Anppia (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Antifascisti), la Cgil Camera del Lavoro metropolitana, l’ARCI Bari e il Coordinamento regionale antifascista.

Il 28 luglio del 1943 venti cittadini inermi, molti dei quali poco più che bambini, furono barbaramente uccisi mentre sfilavano pacificamente in un corteo che andava ad accogliere gli antifascisti all’uscita del carcere, all’indomani della caduta del regime fascista. Altre decine di persone rimasero ferite nel corso di un episodio che è valso alla città di Bari la medaglia al valor civile.

A rappresentare l’amministrazione comunale il vicesindaco Pierluigi Introna, accanto alle autorità civili, religiose e militari.

Di seguito il suo intervento:

“Oggi siamo qui per onorare la memoria delle venti vittime e delle decine di feriti della strage di via Niccolò dell’Arca, i figli migliori della Bari di allora: studenti, insegnanti, artigiani e semplici cittadini scesi in piazza all’indomani della caduta del regime fascista armati della sola forza delle idee, colpiti alle spalle e trucidati senza pietà.

Dal 2012 i nomi di questi nostri concittadini sono impressi nelle pietre d’inciampo infisse nell’asfalto di questa piazza, la stessa che ne ha raccolto il sangue innocente 74 anni fa. Perché ricordare l’impegno antifascista barese e il contributo della città nella lotta di liberazione significa tutelare la verità, che è premessa ineludibile per guardare al futuro con fiducia, e monito ad impegnarsi ogni giorno a garanzia dei valori di democrazia, libertà, giustizia e pace.

Per questa ragione ritrovarci qui, anno dopo anno, è molto di più di una commemorazione formale: è il segno di una consapevolezza profonda e di un sentimento che ci accomuna. Un sentimento che è cresciuto negli ultimi anni grazie alla collaborazione con l’Anpi, l’Ipsaic, l’Anppia e la Cgil, che sono accanto all’amministrazione comunale per rinsaldare i legami della nostra comunità e insegnare ai più giovani il valore della libertà e della democrazia sulle quali si fonda la nostra Carta Costituzionale.

La strage di via Niccolò dell’Arca  – che con altri episodi è valsa alla città la medaglia al merito civile – testimonia anche il ruolo che Bari ha svolto negli anni in cui si costruirono le istituzioni democratiche e la Repubblica italiana. Con il magistero di Benedetto Croce, la vitalità del gruppo di Casa Laterza e il coraggio di quanti scelsero da che parte stare,  la nostra città  ha conosciuto una stagione di impegno politico e protagonismo civile che non vogliamo e non possiamo dimenticare.

Non so se alcuni dei testimoni di quella giornata sono qui tra noi, idealmente li abbracciamo perché a loro, che hanno contribuito a scrivere una storia di riscatto per il nostro Paese stremato dalla dittatura nazi fascista, vorrei rivolgere le espressioni più vere e sentite del ringraziamento di una intera comunità. Perché grazie a loro oggi possiamo vivere in libertà e democrazia”.

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