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Il Tribunale del Riesame di Bari ha annullato l’ordinanza di arresto, disponendo l’immediata scarcerazione, nei confronti di Dante Mannolo, 49enne di Cutro (Crotone), coinvolto in una indagine della Dda di Bari per riciclaggio relativa alla gestione di supermercati su tutto il territorio nazionale.

Stando agli accertamenti della guardia di finanza, l’uomo si sarebbe servito di prestanome per creare piccoli supermercati, il primo individuato dai finanzieri ad Altamura (Bari), “sistematicamente svuotati nel primo anno di attività” dopo aver acquistato merce con dilazione nei pagamenti, ripulito i magazzini, chiuso i conti correnti e fatto perdere le proprie tracce. Le indagini, estese anche ad altre regioni d’Italia, ipotizzano che il modus operandi del gruppo (nel fascicolo ci sono altre cinque persone indagate a piede libero) veniva riproposto a discapito dei fornitori, truffati per importi anche significativi, e degli istituti di credito dove venivano accesi i conti correnti, alimentati quasi esclusivamente per contante e sistematicamente azzerati poco prima di cessare l’attività.

Ora la difesa di Mannolo, gli avvocati Nicola Quaranta e Rosina Levato, hanno dimostrato che la chiusura di uno dei punti vendita – vicenda su cui si basa la misura cautelare – sarebbe dipesa unicamente dalle difficoltà economiche della attività, evidenziando la personalità “tutt’altro che allarmante” dell’indagato: piccoli precedenti per un tamponamento stradale e per la detenzione di un coltellino da campeggio, tre incontri con due pregiudicati nell’arco di 17 anni e un contesto familiare in cui soltanto suo padre, Alfonso Mannolo, risulta pregiudicato per reati risalenti a più di vent’anni fa.


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