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“Discutere in seduta consiliare dei riequilibri del bilancio annuale del Comune di Bari e del principale documento di pianificazione (DUP) dell’azione amministrativa cittadina (per gli anni 2018/2020) in  assenza del sindaco, di mezza giunta comunale e di larga parte dei consiglieri comunali di maggioranza è più che mortificante. E’ offensivo del ruolo del Consiglio Comunale, massima espressione (politica) dei cittadini baresi, che anche in tal modo viene disprezzato da chi –protempore- esercita il ruolo di Sindaco e di consigliere maggioranza.
Se poi vogliamo  affrontare la sostanza dei due documenti –che questa mattina il consiglio comunale di Bari ha esaminato- vi è da rilevare che si continua a navigare a vista. La redistribuzione di spese fra gli assessorati (per oltre 2 milioni e mezzo di euro) “premia” la ripartizione cultura che potrà spendere, anzi sprecare, circa 500 mila euro in più,  senza che al momento si sappia per cosa. Mentre la pianificazione amministrativa (DUP), preannunzia l’aumento della Tari per gli anni a venire, l’introduzione dell’imposta di soggiorno, la conservazione delle principali partecipazioni azionarie nelle municipalizzate (AMIU-AMTAB-AMGAS). Aziende che operano in regime di monopolio, con cospicui finanziamenti comunali, al riparo delle regole del mercato (Amgas e Amtab oltre che la Fiera del Levante a oggi non hanno neppure approvato i bilanci d’esercizio 2016) e che andrebbero senz’altro vendute!
Uno situazione sempre più mortificante che, a fine Luglio, interessa –purtroppo- pochissimi”.

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