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“Non possiamo vivere in un città blindata”. Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, dice no a barriere e strade chiuse per paura di attacchi terroristici. Mentre Milano, Roma e Napoli hanno deciso di piazzare i blocchi di cemento davanti alle aree pedonali più frequentate, dopo quanto accaduto a Barcellona la settimana scorsa, Decaro non è convinto che questa sia la soluzione migliore.
E lo spiega con un post su facebook: “La paura non vincerà – riporta – torniamo a passeggiare per la Rambla e lo facciamo con libertà e amore per la nostra città e la nostra vita. Queste sono le parole che ha scritto su Twitter Ada Colau Ballano, la sindaca di Barcellona, il giorno dopo l’attentato nella sua città. Io sono vicino con il cuore e con la mente alla sindaca e alla comunità Barceloneta. Ogni volta che succedono cose terribili come questa, un sindaco pensa a cosa farebbe dinanzi a tanto dolore e a tanta paura.
Io non lo voglio sapere cosa farei.  Voglio concentrarmi invece su ciò che dobbiamo fare adesso, su come reagire tutti insieme.  Non dobbiamo farci travolgere dal panico e dalla paura di vivere i nostri luoghi. Non possiamo vivere in una città blindata. Dobbiamo continuare a coltivare il nostro senso di comunità, le nostre abitudini, soprattutto adesso, con la bella stagione che ci permette di stare insieme per strada e nelle piazze. Questa é la nostra storia e non dobbiamo mai dimenticarcene”.

Sabato scorso c’è stata in prefettura una riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza alla quale hanno partecipato, oltre ai rappresentati delle forze dell’ordine, anche i 41 sindaci dell’area metropolitana. La decisione presa è stata quella di alzare l’asticella della sicurezza aumentando i pattugliamenti e la presenza delle forze dell’ordine, utilizzando anche i vigili urbani.

“Noi amministratori – prosegue Decaro – abbiamo il dovere di tutelare le nostre comunità, ma questo non significa riempire le città di blocchi di cemento, ma pianificare le giuste misure di sicurezza. Per questo a Bari e in tutti i Comuni dell’area metropolitana saranno individuate le aree pedonali di maggiore aggregazione, i punti sensibili e le vie di accesso ai centri storici da tenere sotto controllo. Al di là dei grandi e piccoli eventi che sono gestiti ormai da tempo, con le misure imposte dal ministero dell’Interno, la sicurezza quotidiana dovrà essere garantita da un coordinamento maggiore tra le forze dell’ordine”. Insomma, ninete blocchi di cemento durante la vita quotidiana, solo in caso di grandi eventi, come concerti o feste.

“Continuiamo a vivere liberi le nostre piazze – conclude il sindaco – andiamo avanti con le nostre storie e le nostre abitudini. Questa è l’unica vittoria possibile per sconfiggere la paura che vogliono metterci addosso”.


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