Hanno deciso di mettere tutto per iscritto e di inviare un esposto alla Asl e in Procura: sono alcuni cittadini di Bitetto stanchi di convivere con le braci e i fornelli che vengono accesi nei fine settimana in strada. In particolare denunciano irregolarità lungo l’estramurale Lucatuorto, in via Maddalena, in via Beato Giacomo vicino a piazza Aldo Moro, in paizza Immacolata e piazza del Popolo. “L’attività di cottura delle braci – si legge nell’esposto – avviene in occasione di fiere e feste nel più totale spregio delle normative nazionali e regionali che regolano le suddette attività dal punto di vista igienico ambientale”. Le violazioni riguardano la sicurezza dei lavoratori e dei dipendenti dato che i carrelli dove viene accesa la brace non avrebbero dispositivi di sicurezza nè di convogliamento dei fumi che arrivano quindi nelle abitazioni sovrastanti. Gli alimenti – si legge nella denuncia –  vengono conservati a temperatura ambiente nonostante il clima torrido. Ci sono poi tavolini e sedie sistemati in aree pubbliche prive di servizi igienici e le manifestazioni vanno avanti fino ad oltre le due di notte con disagi per chi vive nella zona.  I cittadini chiedono quindi controlli da parte delle forze dell’ordine.

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1 COMMENTO

  1. […] In un esposto alcuni residenti di Bitetto avevano denunciato irregolarità da parte di commercianti in merito alla vendita di carne fuori dai loro locali. Il sindaco Fiorenza Pascazio ha chiesto ai carabinieri dei Nas di effettuare una serie di controlli, sorpattutto durante la festa patronale. “Non è stata accertata alcuna violazione igienico ambientale e di sicurezza – si legge in una nota –  in nessun caso è stata accertata la somministrazione o vendita di alimenti e bevande conservati a temperatura ambiente nè tantomeno in cattivo stato e solo per un operatore è stata riscontrata una maggiore occupazione di suolo pubblico, debitamente sanzionata. Gli esposti, riconducibili ad una sola persona e non ad un gruppo di residenti come viene riportato, – continua – presentano una realtà assolutamente infondata,  producendo una forma di vessazione ingiustificata nei confronti delle attività interessate che mal si concilia con la necessità di promuovere e valorizzare il territorio e lo sviluppo sostenibile e responsabile delle diverse attività socio economico e culturali”. […]

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