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Bari, dai portici del Piccinni ad una struttura di accoglienza: il Comune aiuta Graziella

Cavone: "Nelle prossime settimane continuerò i sopralluoghi nelle strutture di accoglienza dedicate alle persone senza dimora, con il fine di garantire sempre la massima attenzione alla cura e alla dignità"

Pubblicato da: redazione | Dom, 17 Maggio 2026 - 11:57
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Dai portici del Piccinni ad una struttura di accoglienza. Buone notizie per Graziella, rimasta senza casa e da mesi sotto i portici del Piccinni. A comunicarle l’assessore al Welfare, Michelangelo Cavone.

“In questi giorni – spiega –  siamo riusciti ad accompagnare Graziella in una struttura di accoglienza, dove oggi finalmente vive, con il suo cagnolino e assieme ad altre donne, bambini/e e nuclei familiari e non più per strada sotto i portici del Teatro Piccinni.
Ieri mattina sono andato a trovarla per accertarmi che stesse bene e avesse riacquisito finalmente un po’ di serenità”.

“Appena insediatomi la storia di Graziella è stata tra le mie priorità ma desidero soprattutto ringraziare gli operatori, le operatrici, le unità di strada, il Pronto Intervento Sociale, la Rete Civica “Una città per tutti” e il consigliere Fabio Romito per l’attenzione, l’impegno e l’umanità rivolti quotidianamente alla sua delicata situazione in tutti questi mesi. La storia di Graziella, però, non può e non deve essere considerata un caso isolato né un favore speciale.
Ogni persona che si ritrova a vivere per strada ha una fragilità diversa, una storia diversa e il compito di chi come me siede nelle istituzioni è quello di affrontare queste storie con discrezione e umanità ma soprattutto con responsabilità e concretezza”.
“Per questo – aggiunge –  nelle prossime settimane continuerò i sopralluoghi nelle strutture di accoglienza dedicate alle persone senza dimora, con il fine di garantire sempre la massima attenzione alla cura e alla dignità, ma anche cercando di implementare nel futuro prossimo servizi che possano offrire una nuova speranza.

Allo stesso tempo sono in contatto costante con le unità di strada e le associazioni per affrontare le situazioni di chi vive ancora per strada, consapevoli che spesso si tratta di percorsi molto complessi, nei quali costruire fiducia e accettare un aiuto richiede tempo, ascolto e presenza costante.
Dobbiamo continuare a lavorare incessantemente come istituzioni ma anche come comunità affinché nessuno e nessuna debba più sentirsi “invisibile” nella nostra città”.

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