C’è chi dipinge pareti e termosifoni, chi sistema i pavimenti, chi si occupa degli allestimenti creativi. Siamo a Japigia, nell’istituto comprensivo Japigia1 – Verga, diretto da Patrizia Rossini. Qui è stata avviata la sperimentazione della scuola senza zaino già da tre anni: le classi di scuola elementare vengono riorganizzate senza banchi, sostituiti da tavoli condivisi con i docenti.

In un angolo c’è l’agorà dove gli alunni, che non sono più costretti a portarsi i libri o i quaderni da casa, si confrontano e affrontano i vari argomenti del programma di studio, insieme. Una piccola rivoluzione che prevede anche la partecipazione dei genitori. Perchè sono loro che si armano di pennelli e cestini e abbelliscono ogni anno le nuove prime. “Si tratta – spiega la dirigente – di un patto di corresponsabilità tra le famiglie e la scuola. Le famiglie versano una quota ad inizio anno e noi ci occupiamo dell’acquisto del materiale didattico, delle divise e dell’allestimento delle aule. Quest’ultimo step lo facciamo coinvolgendo appunto i genitori che in questa maniera si appropriano degli spazi scolastici”.

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