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Prevenzione e diagnosi personalizzate per i malati in terapia intensiva attraverso il supporto della tecnologia. Una nuova strada nella prevenzione per l’insufficienza renale (Aki) è già stata avviata dal Policlinico di Bari e dagli ospedali riuniti di Foggia con la fase sperimentale del progetto Precious (Predictive aided scoring support system).

L’Aki è una sindrome caratterizzata da un brusco declino della funzionalità degli organi che porta alla dialisi e all’aumento del rischio cardiovascolare e mortalità del paziente: “Tutto il personale medico riceve le informazioni personalizzate al momento giusto, in modo da poter prevenire anche un infarto otto ore prima dei sintomi”, spiega nel video Giovanni Piccininno, responsabile progetto Precious. “Le tecniche di intelligenza artificiale – ha aggiunto Loreto Gesualdo, nefrologo – permetteranno di abbattere i costi della sanità pubblica”. “Il livello di assistenza migliora grazie all’integrazione di nuovi biomarcatori precoci (metaboliti e proteine del siero e delle urine) insieme ai moderni sistemi digitali di allert”, ha concluso Giovanni Castellano, nefrologo dell’Università di Bari.

L’analisi viene combinata con i parametri fisiologici e un algoritmo intelligente che fornisce un punteggio denominato “score Precious”. Quando i valori superano i limiti d’allenta si attiva un allarme che in pochi secondi compare anche sugli schermi di smartphone e tablet a portata di mano dei medici.

La sperimentazione, finanziata dall’assessorato allo Sviluppo economico della Regione Puglia, coinvolge quattro aziende (Oxygen, Atm Services, Cooperativa Edp La Traccia, Biofordrug) e tre università (Bari e Foggia, Politecnico di Bari).


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1 COMMENTO

  1. Quali sono i nuovi biomarcatori precoci?
    Sì possono usare anche in pazienti non ospedalizzati o in situazioni di emergenza di soccorso?

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