L’inaugurazione dell’anno scolastico 2017/2018 parte dal quartiere Libertà. Non una scelta casuale quella del sindaco Antonio Decaro e di Paola Romano, assessore alla Publlica Istruzione. Per l’occasione hanno scelto di visitare l’istituto comprensivo Garibaldi, in piazza Risorgimento, e l’istituto comprensivo Massari Galile. I piccoli studenti hanno rivolto domande al sindaco e hanno donato simbolicamente le chiavi della scuola.

“Il quartiere Libertà viene considerato il più difficile della città, quello con il più alto numero di minori affidati ai servizi sociali dal Tribunale dei Minori – ha detto Antonio Decaro, sindaco di Bari – ma è anche il quartiere che ci fa guardare con più fiducia al futuro, il quartiere dove arriva il maggior numero di giovani coppie e quello con un tasso di nascite superiore al resto del Paese, non solo di Bari. E questo ci fa guardare con fiducia al futuro di questo quartiere e di questa città”.

Paola Romano, assessore alla Pubblica Istruzione, ha spiegato i servizi a disposizione dell’utenza sin dalla prossima settimana: “Da lunedì parte il servizio di trasporto scolastico. I genitori troveranno dei pullman a basso impatto ambientale – le sue parole – mentre da ottobre potranno controllare sul computer dov’è il pullman con il loro bambino. Lo stesso dicasi per la mensa: è un servizio che i genitori troveranno notevolmente modificato nei prossimi mesi, dopo una campagna di ascolto. Abbiamo deciso di aumentare la qualità con cibo biologico, cibo doc, con una maggiore flessibilità per quanto riguarda la scelta dei menu, venendo incontro alle scelte etiche, religiose, ma anche alle scelte che hanno a che fare con la salute dei propri figli, pensiamo alle allergie o alle intolleranze”.

“Stiamo investendo molto – ha aggiunto Romano – specie sul fronte della sicurezza e dell’accessibilità: due asili nuovi in due anni e mezzo, 50 solai ripristinati; due palestre nuove e 20 milioni di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria stanziati per le scuole cittadine”. Tra i provvedimenti programmati ci sarà una dote educativa: piccole somme, destinate a sostenere le esigenze delle famiglie meno abbienti, per l’acquisto di attrezzature destinate alla crescita e alla formazione dei ragazzi. Un computer, un violino, libri di testo, una stampante 3D.


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