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Sequestrati dalla finanza oggi beni per 660 mila euro, nei confronti dei due rappresentanti legali di una società con sede a Manduria che si occupa di call center e di affitti di appartamenti ai turisti. Il provvedimento cautelare segue ad una verifica fiscale eseguita, all’esito della quale sono stati constatati, per il recupero a tassazione in materia di imposte dirette, ricavi non dichiarati per 2 milioni e 46 mila euro ed I.V.A. evasa per 440 mila euro.
In quella circostanza i predetti due titolari, risultati evasori totali per non aver presentato alcuna dichiarazione dei redditi per gli anni dal 2013 al 2015, sono stati segnalati a piede libero all’Autorità Giudiziaria per il reato di omessa dichiarazione.
I  militari hanno accertato che i due imprenditori gestivano un’attività di “call center” con contratti stipulati prevalentemente con imprese della zona, le quali garantivano ai clienti il tempestivo invio presso domicili privati di tecnici specializzati per l’esecuzione di interventi
di riparazione di elettrodomestici non coperti da garanzia.
Parte dei proventi, che venivano incassati senza il rilascio di documentazione fiscale, erano annotati su una apposita contabilità informatica “parallela” tenuta dalla società verificata e “spartiti” al 50% con i tecnici che effettuavano di volta in volta le riparazioni.
Il sequestro odierno ha riguardato due immobili adibiti a bed and breakfast (una villa di pregio in località Campomarino di Maruggio ed un appartamento nel centro storico di
Manduria, entrambi gestiti dalla stessa società), il locale adibito a “call center”, 4 appartamenti (uno dei quali nel centro di Lecce) e 6 appezzamenti di terreno a Maruggio.


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