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Raccolta differenziata che non decolla, aumento dei rifiuti urbani rispetto al 2015, ancora un uso troppo massiccio delle discariche. Dal nuovo rapporto “Rifiuti urbani” dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), emerge una Puglia che ancora arranca in tema di smaltimento dell’immondizia e recupero dei materiali riciclabili. Un dato su tutti: nessuna provincia pugliese è nel top20 della differenziata.

Mentre in Italia diminuiscono i rifiuti smaltiti in discarica nel 2016 (meno 5% rispetto all’anno precedente), da Foggia a Lecce si continua a farne uso massiccio: il 48% dell’immondizia  prodotta finisce in discarica, contro una media nazionale del 25% e quella del resto del Mezzogiorno ferma al 42%. La “scarsa dotazione” di impianti comporta “un trasferimento dei rifiuti raccolti o sottoposti a trattamento meccanico biologico”, cioè un export verso altre Regioni o all’estero. Nel 2016 la Puglia ha dovuto trasferire oltre 13mila tonnellate di rifiuti, export che ha comportato un aumento dei costi per i cittadini. Come detto, la produzione di rifiuti nel 2016 è tornata ad aumentare, seppure di poco: si è passati da 1 milioni e 895mila tonnellate a 1 milione e 914mila tonnellate (sui 30 milioni complessivi a livello nazionale). Ogni pugliese, l’anno scorso, ha prodotto in media 471 chili di rifiuti, contro una media di 450 chili nel resto del Sud.

Parallelamente, però, non è salita di molto e come ci si aspettava la raccolta differenziata: in Puglia si è passati, infatti, dal 30,1% al 34,3%, contro il 37,6% del Mezzogiorno e il 50,2% del resto del Paese. Un gap ancora molto importante, soprattutto se il confronto viene fatto con le regioni del Nord, dove si raggiungono punte anche del 72%. Il Veneto – ad esempio – si conferma la Regione con la più alta percentuale di raccolta differenziata (72,9%), seguito dal Trentino Alto Adige con il 70,5%, dalla Lombardia con il 68,1% e dal Friuli Venezia Giulia con il 67,1%. A livello di province, in Puglia è la Bat la migliorecon il 50,4% di differenziata, a seguire Brindisi (49,2%), Bari (36,3%), Taranto (29,5), Lecce (26,7%) e fanalino di coda Foggia (25,2%). La provincia che ha fatto più progressi è quella di Bari, passata in un anno dal 29% a oltre il 36%.


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