Bari, in un anno 40 nuovi locali nella zona di largo Adua. Residenti diffidano il sindaco: “Qui non si vive più”

Il Comitato per il decoro e la salvaguardia di largo Adua e dell'intera zona umbertina ha diffidato il sindaco Antonio Decaro per la mancata applicazione della legge 59/2010

Il Comitato per il decoro e la salvaguardia di largo Adua e dell’intera zona umbertina ha diffidato il sindaco Antonio Decaro per la mancata applicazione della legge 59/2010 dedicata alla rivalutazione di aree urbane di pregio architettonico, storico e ambientale.

Solo nell’ultimo anno sono state concesse 40 nuove licenze per l’apertura di caffetterie e pub. I residenti, sostenuti da Irma Melini, consigliere Gruppo Misto, lamentano continui disagi notturni causati dai clienti delle attività commerciali limitrofe: schiamazzi fino all’alba, assenza di controlli della polizia municipale, parcheggi introvabili, spaccio, abuso di sostanze alcooliche.

“Chiediamo l’individuazione delle aree da sottoporre ai provvedimenti di tutela previsti nella norma in modo da regolamentare lo sviluppo commerciali”, spiega nel video Irma Melini. “Il venerdì sera viviamo un incubo – spiega Maria Grazia Galasso – tra numerosi piccoli locali di circa 20 mq che ospitano all’esterno fino a 300 clienti”. “Tante licenze in una zona del 1930, basta con le inaugurazioni incontrollate senza l’adeguamento dei servizi necessari”, aggiunge Etta Damiani.

Decine gli edifici storici da corso Cavour, a largo Adua, fino a via De Giosa: palazzo Kursaal Santalucia, palazzo Colonna, la Banca d’Italia, palazzo dell’Acquedotto Pugliese e molti altri.

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