All’appello mancano oltre 144 milioni di metri cubi d’acqua nei principali 4 invasi pugliesi, attivi in provincia di Foggia, rispetto al 7 dicembre 2016, nonostante le bombe d’acqua e l’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito la Puglia nelle scorse settimane.

“Per queste ragioni è in diminuzione il Pil in agricoltura, unico settore a fare segnare – evidenzia Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Puglia – una riduzione del valore aggiunto nei campi con un brusco crollo del 6,7 per cento rispetto allo scorso anno, a causa della siccità e del clima impazzito che ha avuto effetti devastanti nelle campagne con una storica siccità su cui si sono abbattuti violenti nubifragi a macchia di leopardo con danni ingenti nei campi. In questa situazione di difficoltà, si sono inserite anche manovre speculative per sottopagare i prodotti agli agricoltori con effetti negativi sul valore aggiunto agricolo”.

L’andamento climatico impazzito si abbatte su un territorio fragile – aggiunge Coldiretti Puglia – dove 232 comuni su 258 (78 per cento) è a rischio idrogeologico. Sono 8.098 i cittadini pugliesi esposti a frane e 119.034 quelli esposti ad alluvioni, secondo i dati Ispra. Il clima impazzito, ormai una costante in Puglia, determina l’alternarsi repentino della maturazione precoce dei prodotti agricoli come mandorli e peschi in fiore a febbraio, mimose già pronte a dicembre e a gennaio a brusche variazioni climatiche con ingenti danni in campagna.

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