La ricerca e i test condotti nel laboratorio “Repair Development Centre” di Bari, nato da una collaborazione tra Politecnico di Bari e Avio Aero, hanno dato i risultati attesi. La sperimentazione di due nuove tecnologie per la riparazione di componenti aerei ha centrato gli obiettivi di qualità e sicurezza prefissati dall’azienda, del gruppo General Electric e saranno presto trasferiti allo stabilimento Avio Aero di Brindisi, strategico per la produzione a livello internazionale. Uomini, mezzi e progetti sono stati illustrati dal rettore del Politecnico, Eugenio Di Sciascio, al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in visita presso le “Officine Politecniche” in via Amendola.

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«Un polo d’eccellenza per il Paese», lo ha definito il ministro, che ha voluto conoscere nel dettaglio il funzionamento delle tecnologie di riparazione, sottolineandone il vantaggio competitivo per l’azienda e il valore scientifico per la formazione di ingegneri altamente specializzati e con profili multidisciplinari.

«È il nostro modello di collaborazione tra pubblico e privato, che adottiamo in questo e in molti altri settori per dare un contributo reale allo sviluppo del territorio» ha spiegato al ministro il rettore Di Sciascio, accompagnato dal professor Francesco Cupertino e dall’ingegner Giuseppe Giliberti, responsabili dei laboratori di ricerca, rispettivamente per la parte Politecnico ed Avio Aero. Al ministro Poletti sono state illustrate le due tecnologie “additive” in uso nel laboratorio pubblico: una con laser e l’altra con cold spray (deposizione di polveri metalliche  a freddo), utilizzate ognuna a seconda dei diversi materiali di cui sono fatti i componenti da riparare e in grado, entrambe, di ripristinare, piuttosto che riparare tradizionalmente, le parti mancanti o usurate dei velivoli. Nel laboratorio lavorano, attualmente, circa 50 persone, tra il personale del Politecnico e quello di Avio oltre a laureandi e dottorandi.

Al ministro Poletti sono stati illustrati anche i risultati di un altro progetto condotto insieme da Politecnico di Bari e Avio Aero. Si tratta del sistema di controllo, sia hardware che software, in grado di governare il nuovo motore “turboprop” che GE sta realizzando in Europa e di cui la parte progettata e realizzata presso il Politecnico rappresenta “il cervello”. «Tutti i progetti sono affidati ad un team misto di nostri ricercatori ed esperti aziendali» ha spiegato il rettore Di Sciascio, il quale ha anche preannunciato al ministro l’avvio del nuovo DigiLab, un laboratorio “per la contaminazione delle idee”, per studenti, laureati, professionisti e imprenditori dove generare idee imprenditoriali e innovazione tecnologica.

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