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La guardia di finanza di Castellaneta hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo per equivalente di beni per un ammontare complessivo di 125mila euro, nei confronti delle rappresentanti legali di un istituto di formazione professionale e di una società di servizi, entrambi con sede a Castellaneta. Due persone sono indagate.

Il provvedimento cautelare, emesso dalla gip del tribunale di Taranto Paola Incalza su richiesta del sostituto procuratore Enrico Bruschi, scaturisce da indagini che hanno fatto emergere una presunta truffa aggravata ai danni della Comunità europea e della Regione Puglia connessa allo svolgimento di corsi d’istruzione. Le fiamme gialle contestano l’apposizione di firme false dei corsisiti sui registri di presenza giornaliera, l’invio di documenti falsi alla Regione Puglia tra cui ci sono copie di assegni spettanti ai corsisti a titolo di indennità di frequenza, in realtà mai percepite dagli stessu e versate sui conti correnti dell’istituto. Indicati anche dichiarazioni di costi nettamente superiori a quelli di mercato per l’affitto dei locali ed il noleggio di attrezzature.

La rappresentante legale dell’istituto di formazione è stata denunciata per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falsità ideologica commessa in atti pubblici, mentre la rappresentante legale della società di servizi, che ha ceduto in fitto i locali e le attrezzature all’istituto, è accusata di concorso nel reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.


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