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Mentre in Puglia si è toccato il picco di influenza con settimane di anticipo e un numero ben superiore alle medie stagionale di ammalati (sono 130 mila, come conferma Cinzia Germinario, responsabile scientifico dell’osservatorio epidemiologico della Regione Puglia), a Bari impazza la polemica. Decine di messaggi con su scritto “Sì ai vaccini, sì alla vita”,  sono arrivati nella pagina Facebook del sindaco Antonio Decaro. A indirizzarli sono stati i molti medici intervenuti con un moto di indignazione nato da un pediatra a causa degli enormi cartelloni pubblicitari “No Vax” affissi in  giro per la città.

“I vaccini possono avere effetti collaterali gravi”, riportano i cartelloni contestati. “Gentile sindaco, le scrivo indignato per aver consentito l’affissione di questo manifesto – scrive il pediatra intervenuto sulla pagina di Decaro – in giro per la mia Città. Come medico (e in particolare come pediatra) sono da anni in trincea nel tentativo di arginare l’assurda e dilagante campagna antivaccinale portata avanti da sparuti personaggi, ignoranti in materia, che stanno mettendo a repentaglio la salute pubblica. Le ricordo che proprio nel tentativo di arginare questo pericolo, lo Stato italiano (di cui lei fa parte) ha emanato l’obbligo di vaccinazione per tutti i bambini. Questa campagna diffamatoria adesso è sulle strade di Bari e contribuisce ancora di più a creare confusione nella popolazione e a vanificare gli sforzi di tutti noi medici, pediatri ed igienisti in primis, che svolgiamo ogni giorno con passione e convinzione la nostra professione a sostegno della salute pubblica”.

Al pediatra ha risposto l’assessore comunale Paola Romano: “Questa estate con il sindaco Decaro abbiamo attuato l’obbligo vaccinale provando anche a semplificare la vita di istituzioni (le scuole in primis) e cittadini. Questa pubblicità non è accettabile. Inoltre, ma tu potrai dirmi di più, non dai dati veri, in quanto le percentuali di incidenza degli effetti collaterali (che sono molto diversi e sui quali è importante fare dei distinguo) non sono di 1 ogni 11 persone. Non conosco la normativa che regola l’affissione, ma mi informo e sono con voi nella campagna di informazione”.

Intanto, è ancora Cinzia Germinario a ricordare come avremo più in là dati più certi sul quanto, se e come le campagne antivaccini abbiano influenzato la popolazione e inciso sui picchi registrati in quest’ultimo mese (maggiormente tra Natale e Capodanno). “Ciò che conta è che siano prese tutte le precauzioni del caso – spiega Germinario – dall’igiene personale, al lavarsi le mani spesso, fino a evitare luoghi chiusi e particolarmente affollati”.

 


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