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Uno spettacolo simbolo della drammaturgia di Emma Dante. Nessuna musica, nessun dialogo, solo il rumore dai passi che da esercizi ginnici si trasformano in movimenti di “tarantella”. E’ l’epilogo di “Bestie di scena” che ha sorpreso in positivo gli spettatori del teatro Petruzzelli (il 3 e 4 febbraio): 13 attori indossano abiti da palestra e svolgono un intenso allenamento. Le luci si abbassano a metà e si asciugano il sudore lanciando i vestiti nel vuoto. Sono completamente nudi, il silenzio è assoluto.

“Volevo raccontare il lavoro dell’attore, la sua fatica, la sua necessità, il suo abbandono totale fino alla perdita della vergogna”, racconta Emma Dante per descrivere “Bestie di scena”. Quello che accade sul palcoscenico è una “maratona” estremamente fisica in cui ogni protagonista interagisce a turno con un oggetto che viene letteralmente gettato dalle quinte: acqua, veli, bambola, palla, petardi, carillon, pasta. Il nudo integrale dopo qualche minuto non crea imbarazzo, la natura umana viene subito accolta, accettata dallo sguardo dello spettatore.

Gli attori sono “bestie” fuori controllo e lasciano un senso di desolazione e di abbandono. Nel prologo tutti i protagonisti sono sovreccitati in contemporanea dagli stimoli esterni. I ritmi si alzano vertiginosamente mentre saltano, litigano, si rincorrono. Le luci si spengono sulle note di “Only you – The Platters (1955).

“Bestie di scena” ideato e diretto da Emma Dante con Elena Borgogni, Sandro Maria Campagna, Viola Carinci, Italia Carroccio, Davide Celona, Sabino Civilleri, Marta Zollet, Roberto Galbo, Carmine Maringola, Ivano Picciallo, Leonarda Saffi, Daniele Savarino, Stephanie Taillandier, Emilia Verginelli e con Daniela Macaluso e Gabriele Gugliara. Lo spettacolo ha debuttato nel marzo 2017 al Piccolo Teatro Strehler di Milano.


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