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Anche quest’anno, in occasione della giornata di “San Valentino”, a Bari in piazza del Ferrarese, nell’ambito delle numerose iniziative realizzate dalla polizia di Stato è stato impiegato il “Camper della Polizia di Stato contro la violenza di genere”.

Il “Progetto camper”, già avviato presso la Questura di Bari ed in altre sedi, ha suscitato grande interesse tra i cittadini per l’efficacia della campagna informativa e le modalità della comunicazione ed ha registrato, nell’ultimo trimestre del 2017, più di 18.500 contatti, consentendo di intercettare una pluralità di situazioni di disagio sulle quali è stato possibile intervenire in chiave preventiva, anche attraverso l’attivazione degli opportuni canali delle reti antiviolenza, nonché l’emersione di casi che, diversamente, avrebbero potuto sfociare in episodi di rilevante gravità, e supportando le vittime di situazioni a rischio.
Il progetto ha l’obiettivo di fornire ulteriore impulso ed efficacia all’azione di prevenzione e contrasto del troppo ricorrente fenomeno della violenza di genere, ed è finalizzato a far comprendere la gravità del fenomeno ed agevolare un contatto diretto con le potenziali vittime, intercettando le loro richieste di aiuto ed offrendo un supporto, psicologico e informativo, mediante l’impiego di un’equipe composta da operatori specializzati della rete anti-violenza; esso prevede la presenza di un camper della Polizia di Stato con a bordo operatori specializzati in psicologia ed esperti investigatori, pronti a fornire alle vittime del reato, spesso maltrattate tra le mura domestiche, un’idonea assistenza psicologica e pratica.

Lo scopo che la Polizia di Stato si prefigge è quello di illustrare gli strumenti giuridici a disposizione delle vittime, volti a prevenire, prima ancora che a reprimere, il possibile verificarsi di condotte violente connotate dalla peculiare differenza di genere ed instaurare un “primo contatto” con le persone che subiscono abusi e che, spesso, non hanno “la forza” di recarsi presso gli uffici preposti per denunciare i propri carnefici.


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