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Pulire strade, scuole e giardini per saldare il debito con le tasse. Torna per il secondo anno il baratto amministrativo, lo strumento sperimentale finalizzato a consentire ai cittadini di partecipare direttamente e volontariamente alla cura del bene pubblico e, al contempo, di estinguere il proprio debito, o parte di esso, rispetto a specifici tributi.

Oggi il Comune ha approvato nuovi criteri, abbassando di molto la soglia minima per accedere al debito. Se lo scorso anno potevano partecipare al baratto amministrativo gli evasori oltre 300 euro, da quest’anno basterà un debito di 80 euro.

Gli interventi “riparatori”

  • manutenzione, sfalcio e pulizia delle aree verdi, parchi pubblici e aiuole;
  • sfalcio e pulizia dei cigli delle strade comunali e sentieri;
  • pulizia delle strade, piazze, mercati, marciapiedi e altre pertinenze stradali di proprietà o competenza comunale;
  • pulizia dei locali di proprietà comunale;
  • lavori di piccola manutenzione degli edifici comunali con particolare riferimento ad edifici scolastici, centri civici, ecce.
  • manutenzione delle aree giochi per bambini, arredo urbano, ecc.

Non possono partecipare alle misura i soggetti che si trovino in una situazione di contenzioso tributario con l’amministrazione.

Il nuovo regolamento prevede come oggetto di baratto amministrativo anche l’Imposta Municipale Propria (IMU), l’Imposta sulla Pubblicità e la Tassa sulle Occupazioni Pubbliche, oltre che la Tassa sui Rifiuti (TARI), e le analoghe forme di prelievo che dovessero essere successivamente istituite, in sostituzione o ulteriori rispetto agli attuali tributi.

Potranno partecipare anche i morosi del trasporto scolastico che ad esempio saranno impiegati in piccoli lavori di manutenzione delle scuole, o i cittadini che non pagano le lampade votive e che saranno impiegati appunto nella pulizia di cimiteri e aree limitrofe.

I criteri di accesso

Nel caso in cui l’importo totale delle richieste annuali fosse superiore all’importo complessivo del “baratto amministrativo” stanziato dal Comune, la graduatoria privilegerà prioritariamente le associazioni di cittadini e i cittadini appartenenti alle fasce sociali più deboli, assegnando per questi ultimi un punteggio secondo i seguenti indicatori resi noti in occasione della pubblicazione del relativo bando:

  • valore ISEE
  • stato di disoccupazione
  • regime di cassa integrazione
  • nuclei familiari (con 3 o più figli minori a carico)
  • nuclei monogenitoriali (con minori a carico)
  • nuclei familiari con persone a carico con problemi di disabilità (psichica e motoria)
  • beneficiari di interventi di sostegno sociali (sussidi, benefici economici, ecc.)
  • malattia grave, infortunio o decesso di un componente del nucleo familiare che abbia comportato una riduzione del reddito.

Tra le novità, c’è la possibilità per i familiari facenti parte del medesimo nucleo familiare di farsi carico dell’onere tributario.

I prossimi step

Dopo l’approvazione del regolamento da parte del Consiglio comunale, si potrà procedere con le proposte di collaborazione che potranno essere effettuate in risposta a un bando pubblico adottato dall’amministrazione su istruttoria iniziale della ripartizione Tributi, come previsto anche dalla prima sperimentazione, o presentate in via autonoma dai cittadini, negli ambiti previsti dal regolamento, anche su impulso dei Municipi. Tutti i progetti dovranno ricevere comunque il parere favorevole del Municipio e degli uffici comunali competenti per area e tipologia di intervento.

“Abbiamo abbassato la soglia delle cifra del debito per andare incontro non agli evasori – spiega l’assessore Alessandro D’Adamo –  ma a tutti quei cittadini che si trovano all’improvviso in condizioni difficili, anche al fine di migliorare e incentivare la partecipazione diretta dei cittadini alla cura e alla tutela del bene pubblico”.


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