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Viaggiavano in direzione Matera, dove avrebbero esposto e venduto la loro merce in un mercato rionale. Il viaggio, però, è finito molto prima, perché ieri mattina i tre ambulanti di Andria sono stati derubati dell’automezzo pieno di merce. E’ la seconda rapina in pochi mesi ai danni di ambulanti – come denunciato da Unimpresa e Casambulanti . su quella che viene definita la “strada del terrore”, ovvero la Corato-Altamura: stessa tecnica, stessi luoghi, stesse vittime, ovvero gli ambulanti.

Solo qualche mese fa, a dicembre, a far notizia era stato il furto di un furgone bianco Iveco Daily, sottratto ad un venditore ambulante andriese diretto a Gravina in Puglia, sotto la minaccia di pistole, con conseguente sequestro di persona.

“Quest’altro episodio criminoso – commenta il sindacalista Savino Montaruli, per Casambulanti e Unimpresa – alimenta il senso di insicurezza, di terrore e di isolamento istituzionale vissuto dai commercianti ambulanti che continuano a viaggiare sulle strade del terrore pugliesi. Un episodio di una gravità inaudita; un’aggressione con furto, rapina e sequestro di persona che avrebbe dovuto riempire le cronache ma che quasi non fa notizia. Un silenzio che alimenta quel senso di abbandono vissuto da chi per lavorare è costretto a sottoporsi a qualunque forma di sopruso e di violenza. Se le istituzioni credono che gli ambulanti debbano difendersi da soli devono solo dirlo, perché già lo hanno dimostrato. Non vogliamo rassegnarci all’idea che gli ambulanti debbano arrivare a premunirsi di porto d’armi per potersi difendere da soli ma se si continua di questo passo, con questa indifferenza e con questa recrudescenza di episodi che lasciano un segno indelebile in chi subisce violenza inaudita e gratuita, allora il passo sarà breve e le responsabilità saranno di chi ha sminuito, ha minimizzato, ha banalizzato quella che, invece, è una vera e propria emergenza criminale”.

Montaruli lamenta anche la situazione di difficoltà delle forze dell’ordine che incide sulla sicurezza: “E’ intollerabile che i Corpi di Polizia operino al trenta per cento rispetto alle necessità di organico – conclude il sindacalista – così come è inaccettabile che di fronte a quanto sta accadendo si continui a tacere e a tollerare fino al punto che a prevalere ormai siano i silenzi. Con i silenzi non si fa altro che dare ancor più spazio alla delinquenza e alla violenza. Se qualcuno vuole questo non ci troverà mai complici. Noi non siamo per nulla rassegnati e pretendiamo quelle risposte mai giunte”.


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