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Vito Alfieri Fontana è uno tra i più importanti sminatori italiani addetti alla bonifica bellica. Ha trascorso 12 anni nei Balcani alla ricerca degli ordigni disseminati ovunque, presente nei principali ex teatri di guerra, dedicando oltre metà della sua vita al servizio degli altri, costantemente faccia a faccia con la morte. Sebastiano Nino Fezza, ex cinereporter che in RAI ha documentato 17 conflitti e realizzato oltre 100 Reportage in zone di crisi, collabora con la ONG Maram Foundation ed è impegnato a sostenere la scolarizzazione di 500 bambini siriani nel campo profughi di Atma

Ci saranno anche loro, alle 10.30 di stamattina, alle celebrazioni della giornata mondiale per l’azione contro le mine e gli ordigni inesplosi (che dal 2005 ricorre ogni 4 aprile), in programma nell’aula magna dell’Iiss “Elena di Savoia” a Bari sarà celebrata la Giornata mondiale per l’azione contro le mine e gli ordigni inesplosi, proclamata dall’Onu, che ricorre ogni anno il 4 aprile dal 2005. Oltre a Fontana, già responsabile per l’Ambasciata italiana dello sminamento in Bosnia, e a Fezza interverranno gli storici Michele Carrera e Andrea Di Marco, Letizia Carrera, docente del Dipartimento Studi Umanistici dell’Università di Bari, Santa Vetturi, Presidente dell’associazione Virtute e Canoscenza, Enzo Potenza, del Dipartimento Ordigni Bellici Inesplosi. Modera Giovanni Lafirenze, responsabile del Dipartimento Ordigni bellici Inesplosi.

 

Ogni anno nel mondo le mine anti uomo provocano 6mila vittime, il 90% di loro sono bambini. In Italia, a oltre 70 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, vengono rivenuti 60mila ordigni bellici inesplosi l’anno, nel 2017 hanno portato a migliaia di evacuazioni, decine di feriti e 4 morti. Dal dicembre scorso, grazie all’accordo stipulato, l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra collabora attivamente con lo Stato Maggiore dell’Esercito per realizzare la mappatura aggiornata in tempo reale di queste micidiali armi sul nostro territorio.


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