Un covo per tossicodipendenti sul lungomare di Bari. Al molo Sant’Antonio ogni notte si ripete la stessa scena, come confermano i pescatori baresi: eroinomani si accasciano su dei pallet per iniettarsi eroina. Sul selciato restano decine e decine di siringhe, lacci emostatici, fazzoletti sporchi di sangue, indumenti e altri rifiuti (foto in basso).

Il caso aggiunge un tassello sullo stato d’abbandono del molo Sant’Antonio. E’ il punto da cui è possibile osservare tutto lo skyline della città, a pochi passi da Bari Vecchia, luogo di pesca e d’accesso al porto con il suo faro, ideale per i turisti. Invece la passerella soprelevata è stata vandalizzata da anni, con scritte spray e danni ovunque. Il selciato del molo, costituito da vecchie chianche, appare ormai in pessime condizioni.

Ma non solo al molo Sant’Antonio. Una cittadina ha denunciato questa mattina al sindaco Antonio Decaro le condizioni in cui versa corso Italia.

“Nel quartiere lo sappiamo tutti – scrive – ma se ho deciso oggi di riportarle questa situazione di degrado a 5 metri dal semaforo del sottopassaggio del Royal, è perché questi individui non vanno a bucarsi alle 4 o 5 di notte. No! Si bucano alle 18.00 di domenica e lasciano questo cimitero di siringhe. Io come altri ci passeggio con il cane ma ci cammino come se camminassi sulle uova perché ormai sono davvero dappertutto!  Non so chi sia deputato alla pulizia di questo posto, ma sicuramente non lo sta facendo. Non è solo un problema di pulizia delle strade, ma anche di salubrità e di sicurezza dei cittadini perché io non mi sento tranquilla ad avere questo drogatoio sotto casa, con questi individui che sappiamo bene essere disposti a tutto per procurarsi i soldi per una dose”.

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