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Ancora polemiche sulla chiusura dei 38 Punti di primo intervento sostituiti dalle ambulanze medicalizzate. “Se è vero che il futuro dei Punti di primo interevento (Ppi) è la trasformazione in postazione medicalizzata del 118 entro un arco temporale predefinito, è altresì vero che questa trasformazione deve avvenire con il contemporaneo potenziamento dell’attività sanitaria territoriale al fine di trasferire al sistema dell’assistenza primaria le patologie a bassa gravità e che non richiedono trattamento ospedaliero, mantenendo rigorosamente separata la funzione di urgenza da quella dell’assistenza primaria”. Lo afferma in una nota il presidente del gruppo regionale di Direzione Italia-Noi con l’Italia, Ignazio Zullo.

“Nella Puglia di Emiliano e del centrosinistra, purtroppo – aggiunge – prevale il depauperamento dei luoghi di cura e delle risorse impiegate rispetto al potenziamento della Prevenzione e delle funzioni assistenziali territoriali. Insomma – aggiunge – si chiudono i Ppi ma il potenziamento della medicina territoriale è lacunoso ed assente. E in assenza di potenziamento delle funzioni assistenziali territoriali, la chiusura dei PPI è da considerarsi pericolosa per i pazienti”. “Serve una rivoluzione civile e democratica – conclude – che parta dalla presa di coscienza delle comunità di una Sanità Pugliese fatta di scelte di pianificazione ed organizzazione inaccettabili e dannose di un Presidente-Assessore assente ed inadeguato”.


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