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E’ pronto il decreto per il riparto del fondo da 60 milioni istituito con la manovra 2018 per alleggerire il superticket. La bozza di testo sarà vagliata domani in sede tecnica da Regioni e Governo, ma intanto il Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva lancia l’allarme: “Il 70% delle risorse – spiega il coordinatore Tonino Aceti – va alle Regioni ricche e cioè a Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana; mentre ad Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia solo il 12,5 per cento”.

Perplessità e preoccupazioni, quindi, di Cittadinanzattiva per il decreto di riparto del Fondo di 60 milioni di euro per il 2018-2020, previsto nell’ultima legge di bilancio per ridurre il peso dei ticket in sanità. Il fondo è stato ottenuto proprio grazie alla mobilitazione di Cittadinanzattiva per l’abrogazione del superticket con la raccolta di 40 mila firme: “Siamo molto preoccupati e delusi – spiega Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tdm – per le anticipazioni che abbiamo avuto sulla bozza di decreto. Oltre a giungere con due mesi di ritardo e senza alcun confronto con le organizzazioni di cittadini, contiene misure inique, che penalizzano ancora una volta soprattutto le popolazioni delle Regioni del Centro e del Sud, più in difficoltà nell’erogazione dei Lea, con più alto tasso di rinuncia alle cure, minor reddito pro capite, con maggiori problemi di occupazione e un più alto livello di Irpef”.

Il decreto infatti – anticipa l’associazione – ripartisce il 90% del fondo attraverso un unico criterio: il volume di ricette di specialistiche ambulatoriali. Il restante 10% è assegnato alle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Basilicata, per aver adottato misure finalizzate ad ampliare il numero dei soggetti esenti dal pagamento della quota fissa su ricetta. Utilizzando questi criteri di riparto, a 5 Regioni quali Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana vengono assegnate circa il 70% delle risorse del Fondo nazionale. Invece Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, tutte insieme, avrebbero a disposizione solo il 12,5% del Fondo. Si passa dal 23% della Lombardia all’1,5% della Calabria, sino ad arrivare allo 0,3% del Molise

I”Eppure il comma 804 della manovra 2018 aveva previsto esplicitamente che la ratio del provvedimento debba essere conseguire una maggiore equità e agevolare l’accesso alle prestazioni sanitarie da parte di specifiche categorie di soggetti vulnerabili”, attacca il Tribunale per i diritti del malato.


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