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“Non corrisponde al vero il fatto che non si coinvolga cittadinanza nella progettazione dei nuovi cantieri. Gli esempi  del Waterfront e di via Sparano dicono l’esatto opposto. Per via Sparano abbiamo avuto addirittura una doppia partecipazione, all’epoca del concorso internazionale e quando abbiamo ripreso il progetto, tanto da aver recepito la volontà di dotare la strada di verde e quella delle spalliere per le sedute”. L’assessore comunale ai Lavori pubblici di Bari, Giuseppe Galasso, risponde così alle critiche e alle contestazioni poste nei confronti dell’amministrazione comunale barese da parte del consigliere di opposizione Michele Picaro sui cantieri esistenti e futuri in città.

“Come già accaduto per via Sparano e per il waterfront di San Girolamo, anche il progetto di allargamento di via Amendola – ha attaccato Picaro – è stato previsto senza il dovuto coinvolgimento dei residenti. Ancora una volta questa amministrazione procede con i paraocchi, senza il dovuto dialogo con i cittadini, fatto salvo poi prepararsi a tornare sui suoi passi, con varianti che aumentano i costi e allungano i tempi di realizzazione.
In questo scenario, ritengo, anche sulla scorta dei malumori rappresentati dai comitati spontanei che si sono costituiti, terrificante trasformare viale Einaudi, che certamente avrebbe bisogno di essere riqualificata e meglio organizzata (oggi terra di nessuno con parcheggio selvaggio anche in terza fila), in una specie di pezzo autostradale.
La concentrazione di traffico intorno ai due rondò e al previsto sottopasso per Japigia renderà davvero impossibile  la vita in quel pezzo di città che conosco molto bene”.

Alle critiche del consigliere, l’assessore risponde spiegando che “viale Einaudi ha una sezione stradale molto larga che si chiude in una strada strettissima, via Diomede Fresa.  Avere un sottopasso che porti direttamente a Japigia rappresenta lo sbocco naturale proprio perché il traffico di quanti sono diretti nel rione periferico sono costretti a intasare via Amendola. E’ attualmente l’unico modo per raggiungere i ponti Oberdan e San Pio. L’allargamento e l’adeguamento di via Amendol, poi non produrrà un incremento traffico ma una migliore distribuzione e fluidità in entrata e uscita grazie alle quattro corsie, l’eliminazioni dei semafori con la realizzazione delle rotatorie e attenzione verso le fasce più deboli, con piste ciclabili e marciapiedi più ampi, cui si aggiungono due filari di alberi. Oggi non c’è il verde lungo la strada. In più – aggiunge Galasso – nelle rotatorie saranno piantati nove ulivi di grandi dimensioni recuperati dagli espropri”.

Ma i passaggi della nota di Picaro riguardano anche la complessa realizzazione dei nuovi tratti ferroviari. “Si enuncia a monte una assenza totale di politica trasportistica, che dovrebbe intercettare a monte (Ikea) il flusso veicolare – scrive ancora Picaro – di ingresso in città e invece lo incentiva dando all’apparenza più spazio, per poi imbottigliarlo definitivamente all’altezza di viale Einaudi. Appare anomalo che Rfi non prosegua fino a Mungivacca e vieppiù che il progetto, che inizialmente (e non ricordo male) aveva previsto il percorso in trincea nel tratto viale Oberdan-Mungivacca, oggi prosegua in superficie, costringendo alla realizzazione di un nuovo ponte e di un sottopasso, che con il percorso in trincea non solo non avrebbero avuto più esigenza di essere, ma avrebbero
totalmente ricucito l’area con quella di Japigia, facilitando enormemente anche l’utilizzo del futuro parco sulla ex Fibronit. Infine, la realizzazione del grande parcheggio di scambio è del tutto fuori logica, poiché nei fatti trasferisce la prospettiva di assorbimento veicolare di Ikea fin nel cuore di un’area già fortemente critica. E’ l’area Ikea – conclude il consigliere comunale – quella deputata quale area di scambio e tale deve rimanere”.

Galasso spiega invece come “il percorso ferroviario previsto in trincea non so da quale fonte o progetto si riferisca, da dove abbia preso informazioni Picaro. Ciò che è certo è che  dietro l’Executive è prevista fermata ferroviaria e averla a raso la rende è meno impattante e ci sarà sottopasso per oltrepassare la linea dei binari che ha pochissimo impatto. La soluzione in trincea, del resto, non avrebbe risparmiato la demolizione e la ricostruzione del ponte di via Omodeo perché sotto oggi passano due binari delle Ferrovie del Sud est e in futuro saranno quattro. Quindi il ponte va ricostruito più grande comunque e allargato nella parte sottostante. La oltretutto è aperta in sommità  – prosegue l’assessore – e rimarrebbe la separazione fisica tra due quartieri. Per quanto riguarda invece il parcheggio, quello dietro l’Executive non è di scambio ma un normale parcheggio vicino alla stazione ferroviario con 3-400 posti a disposizione. Parcheggio di scambio è invece quello di Fesca con 1500 posti. Far proseguire i binari Rfi fino a Mungivacca riguarda un progetto vecchio. Ci sono studi che prevedono la separazione (sfiocco) dei binari Sud est con altri binari subito dopo l’Executive prima di Mungivacca, mentre quelli di Rfi proseguiranno verso Bari Blu per riconnettersi alla linea attuale poco prima della stazione di Torre a Mare. Il parcheggio di Ikea sarà invece potenziato in corrispondenza della fermata ferroviaria delle Sud Est, con operazione park & train, mentre per la direttrice da Lecce si potrà sfruttare il parcheggio di Bari Blu”.

 


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