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Tutti i dipendenti amministrativi fuori dal Tribunale penale di Bari, in via Nazariantz. E’ questa la decisione presa oggi al termine di una riunione avvenuta a Roma tra i sindacati e i funzionari del ministero della Giustizia. Il palazzo è a rischio crollo, ma i cancellieri stanno ancora continuando a lavorare nella struttura. Al termine dell’incontro è stato deciso che dalla Direzione generale partirà in queste ore una sollecitazione, diretta ai capi degli Uffici, affinché nel Tribunale penale a rischio crollo non entri più nessuno già a partire da domani 31 maggio 2018.

Sarà fatto un interpello per permettere al personale di scegliere se preferiscono andare a lavorare nelle sedi di Modugno o di via Brigata Bari. Inoltre, verranno sospesi anche i termini per il deposito degli atti. Il direttore generale del ministero, Barbara Fabbrini, ha annunciato che la settimana prossima sarà a Bari e incontrerà tutti i sindacalisti. Alla riunione di oggi hanno partecipato sindacati confederali e la responsabile nazionale Usb Giustizia, Pina Todisco.

Intanto, oggi si è svolto il terzo giorno di processi sotto le tende, con temperature vicine ai 30 gradi e zanzare come ospiti indesiderati. Terzo ma non ultimo giorno, perché avvocati e magistrati non ne vogliono sapere di “spezzettare” gli uffici giudiziari penali come proposto dal ministero della Giustizia lunedì scorso: “Piuttosto restiamo nelle tende, sino a quando non trovano una sede adeguata”, hanno comunicato martedì durante un’assemblea che si è svolta in un cinema della città. Quindi, con ogni probabilità, almeno sino a settembre le udienze si continueranno a tenere nelle tre tende installate dalla Protezione civile nel parcheggio sterrato del Tribunale a rischio crollo di via Nazariantz.


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