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L’associazione nazionale magistrati si è riunita a Bari per affrontare l’emergenza tendopoli al Palagiustizia, contro la divisione delle sedi tra via Brigata Regina e Modugno e per studiare una soluzione rapida allo stop ai processi. Il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri dispone la sospensione dei termini processuali e della prescrizione fino al 30 settembre. Ma i magistrati contestano duramente l’intervento del governo: “Noi – spiega nel video Francesco Minisci, presidente Anm – i processi vogliamo farli in una condizione di dignità che consenta una risposta adeguata ai cittadini. Il decreto legge è incompleto, dal primo ottobre in poi avremo più problemi del passato. Serve l’individuazione di un unico plesso per tutti gli uffici giudiziari”.

Secondo i dati diffusi dalla corte d’appello di Bari i procedimenti penali pendenti al tribunale sono 9.701, con 26 mila procedimenti gip-gup, 36mila affidati alla procura della repubblica. Un rischio stallo che penalizza anche le vittime di stalking e maltrattamenti. “Forse siamo già caduti nel baratro. Questa soluzione è peggiore del problema”, ha aggiunto Giuseppe Battista presidente Anm Bari. Gli ambienti di lavoro a disposizoione all’interno dei plessi di via Brigata Regina e Modugno non sono sufficienti ad accogliere tutti i dipendenti della giustizia barese.Ad esempio in Procura ci sono 37 sostituiti a cui vanno aggiunti 71 vice procuratori camerari. I posti nella sede di via brigata sono solo 11. Quindi un solo magistrato su 7 potrà essere operativo.


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