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Sarà la sede soppressa distaccata del tribunale di Modugno a ospitare, in attesa di una sistemazione definitiva, gli uffici giudiziari del tribunale penale di Bari. Sede definitiva che di fatto non esiste ancora, nonostante dal ministero della Giustizia abbiano rassicurato che le procedure per l’individuazione di un edificio in grado di ospitare processi, faldoni e cancellerie, dopo la dichiarazione di inagibilità per pericolo di crollo del Palagiustizia di via Nazariantz, sia ormai quasi completata. Con la convenzione firmata nel pomeriggio alla presenza del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, si dà il via anche al decreto che sospende i processi a Bari fino al 30 settembre. Data considerata indicativa come termine per la risoluzione della questione.

A Roma, alla firma della convenzione, hanno partecipato anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il sindaco di Bari, Antonio Decaro, e dal presidente della Corte di Appello, Francesco Cassano,

“Innanzitutto – ha detto dopo la firma Emiliano – volevo cogliere l’occasione per ribadire la mia vicinanza a tutte le persone, ai cittadini, dipendenti del Ministero della Giustizia, agli avvocati, ai magistrati che stanno subendo questa emergenza derivante da una cattiva progettazione dell’immobile dove si trovano attualmente gli uffici penali. La Regione Puglia, pur non avendo alcuna competenza in questa materia specifica, quella dell’edilizia giudiziaria, si è subito messa a disposizione degli uffici.

Voglio ringraziare il presidente della Corte d’Appello e il Procuratore generale per aver dato atto della disponibilità che la Regione ha subito dato, non solo con i mezzi di emergenza che attualmente hanno consentito il rinvio delle udienze, ma anche per aver messo a disposizione questo immobile di Modugno.

Ovviamente noi ci auguriamo che questo immobile non serva: lo abbiamo messo a disposizione, ma speriamo che la gara per trovare la sede-ponte per gli uffici giudiziari in vista della costruzione della sede unica degli uffici giudiziari possa così essere trovata senza necessità di impiegare anche l’immobile di Modugno. Però nell’ipotesi in cui esso serva noi siamo a completa disposizione. Ho anche detto al Ministro – prosegue –  che se avesse bisogno in Puglia, visto che si tratta di una struttura sovracomunale, di soggetti che collaborino con il ministero della Giustizia anche dal punto di vista giuridico per l’effettuazione di uno qualunque degli atti che il Ministro riterrà opportuno adottare per superare questa emergenza, la Regione Puglia è a disposizione. Auspico comunque che l’utilizzo dell’immobile avvenga solo in condizioni di necessità, conformemente a quanto espresso dal presidente della Corte e dal procuratore generale. Esprimo inoltre – ha concluso – l’auspicio che la gara si concluda nei termini più brevi possibili”.

 

 

“Il ministro oggi ci ha rassicurato sul fatto che la procedura per individuare la nuova sede del tribunale penale – ha spiegato Decaro – è quasi stata completata. Tra gli immobili candidati ce ne sono due che hanno compatibilità urbanistica e quindi potrebbero essere idonei. L’ex tribunale di Modugno che viene messo a disposizione non sarà utilizzato nel breve periodo e potrebbe non essere attivato perché l’obiettivo del ministero, ribadito anche oggi, è concludere la manifestazione di interesse e individuare una sede che sia la soluzione ponte fino alla realizzazione del Polo unico della Giustizia.

Il decreto che sposta il termine dei processi scade il prossimo 30 settembre e l’immobile di Modugno – prosegue –  sarebbe preso in considerazione solo se la procedura della manifestazione di interesse non dovesse essere portata a termine. Noi, dal canto nostro, gli abbiamo ribadito la difficoltà di magistrati e avvocati a spostarsi tra Modugno e via Brigata Regina. Per quanto riguarda la possibilità di utilizzare procedure d’urgenza – prosegue il sindaco -, il ministro ha ribadito la sua volontà di chiudere innanzitutto la partita della scelta dell’edificio e poi valutare il da farsi. Ho ricordato al tavolo ministeriale che le operazioni di alleggerimento dei carichi e di messa in sicurezza devono essere avviate al più presto, perché il 31 agosto, come da ordinanza, la struttura di via Nazarianz dovrà essere chiusa. Al termine dell’incontro, abbiamo affrontato – ha concluso – il tema del protocollo d’intesa firmato per il finanziamento utile ad avviare il progetto del polo della giustizia su cui il ministro ci ha assicurato la sua attenzione”.

 

 


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