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L’Inail, ente proprietario del Palagiustizia di via Nazariantz a Bari, ha impugnato dinanzi al Tar Puglia l’ordinanza con cui il Comune di Bari, lo scorso 31 maggio, ha dichiarato l’inagibilità dell’immobile ordinando lo sgombero entro il 31 agosto e che prevede, a carico della stessa proprietà, gli oneri relativi all’alleggerimento dei piani e al trasloco. A doversene fare carico, secondo l’Inail, è il ministero della Giustizia.

Il ricorso rischia di allungare i tempi per il trasloco e questa mattina, in conferenza permanente, il Comune ha ribadito l’esigenza di liberare il palazzo, rimarcando il rischio che, in mancanza di azioni di sgombero, si dovrà procedere ad un sgombero immediato. Secondo i legali dell’Inail è “illogico” che le prescrizioni relative allo spostamento della documentazione, degli archivi e degli arredi siano in capo alla proprietà, essendo i documenti riservati. L’ente ricorda poi che il contratto di locazione è scaduto e il Ministero sta occupando l’immobile senza averne titolo.

“Il Comune ha emanato quella ordinanza non di chiusura ma di sgombero programmato per consentire la prosecuzione dello svolgimento delle attività giudiziaria. Il ricorso dell’Inail può interrompere questo percorso, costringendoci a fare un sgombero immediato”. Lo dichiara il sindaco di Bari, Antonio Decaro, commentando l’iniziativa dell’ente proprietario del Palagiustizia di via Nazariantz, l’Inail, che ha impugnato dinanzi al Tar Puglia l’ordinanza di inagibilità e sgombero entro il 31 agosto dell’immobile che è a rischio crollo. “Per questo oggi, in Conferenza permanente, abbiamo chiesto un tavolo di coordinamento, – ha detto ancora il sindaco – in modo che tutte le parti interessate possano collaborare attivamente per procedere allo sgombero e liberare il palazzo nei tempi previsti”.


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