Quale contributo danno gli atenei ai territori, sul fronte dell’occupazione? Secondo il Sole 24 Ore, che ha realizzato un’indagine sul tema, un grande ruolo è svolto da alcune università meridionali, particolarmente meritevoli di avere alti tassi occupazionali dei propri laureati, nonostante il contesto non facile in cui operano. Tra tutti, spicca il Politecnico di Bari, citato come la più sorprendente tra le realtà accademiche del Centro-Sud Italia: a fronte di una percentuale di occupati del 48% nella provincia di Bari, per i laureati al Politecnico lo stesso tasso raggiunge quota 90%, in media, a tre anni di distanza dal conseguimento della laurea.

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Un risultato paragonabile alle performance di atenei di Milano, Parma, Verona, Udine e Trieste. Molto simili i risultati della stessa indagine, incrociando però i dati sull’occupazione con quelli sugli stipendi medi (90% di occupati con circa 1.500 euro mensili per il Politecnico).

“Sono dati particolarmente soddisfacenti – commenta il rettore del Politecnico, Eugenio Di Sciascio – perché confermano quanto un ateneo che funzioni bene sia importante per lo sviluppo del sistema so-cioeconomico in cui questo opera. Il Politecnico di Bari – aggiunge il rettore – spicca tra quelle realtà che giustamente vengono definite un valore aggiunto e siamo certi che il territorio sia sempre più consa-pevole e geloso di questa ricchezza”.

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