Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, chiede al ministero della Giustizia di “convocare d’urgenza un tavolo” sulla questione dell’edilizia giudiziaria barese. A undici giorni dalla scadenza dei termini per lo sgombero totale per rischio crollo dell’immobile di via Nazariantz, sede di Procura e Tribunale penale, la giustizia barese è ancora senza una sede dove trasferire tutti gli uffici.

Nei giorni scorsi il procuratore Giuseppe Volpe ha scritto all’Inail, ente proprietario del palazzo, perché chiedesse al Comune una proroga dei termini dello sgombero. I soli edifici attualmente disponibili per il trasloco, l’ex sede distaccata di Modugno e un palazzo in via Brigata Regina, sono infatti insufficienti ad accogliere tutto il personale e, quindi, il rischio è di una interruzione dell’attività giudiziaria. A questo si aggiunga che una nuova perizia, fatta a seguito degli alleggerimenti dei piani superiori da armadi e fascicoli, rassicura su una attenuazione del rischio crollo. Alla nota del procuratore Volpe ha fatto seguito, nelle ultime ore, una lettera con la quale l’Inail non chiede formalmente la proroga ma “chiede al Comune di assumere gli opportuni provvedimenti, precisando – dice l’Inail – che nulla osta in ordine alla richiesta della Procura”.

“L’edilizia giudiziaria è di competenza del ministero della Giustizia – ricorda il sindaco – e quindi mi aspetto che il ministro convochi un tavolo anche per valutare insieme l’eventuale necessità di una proroga, che comunque formalmente non ci è stata chiesta. Intanto fra dieci giorni scadono i termini per lo sgombero e da Roma ancora non è arrivata alcuna notizia in merito alla scelta di un immobile per gli uffici giudiziaria baresi”. “Ribadisco – conclude il sindaco – che evidentemente avevamo ragione quando chiedevamo lo stato di emergenza per accedere a procedure d’urgenza e non ordinarie”.

È della vigilia di Ferragosto la decisione del ministero di revocare l’aggiudicazione della ricerca di mercato all’ex sede Inpdap di via Oberdan e si è in attesa della nuova scelta, che potrebbe ricadere sull’altro immobile che era risultato idoneo, l’ex palazzo Telecom al quartiere Poggiofranco. Nel frattempo, dopo quasi tre mesi dalla dichiarazione di inagibilità del Palagiustizia di via Nazariantz e alcune settimane di udienze nelle tende, stanno per scadere anche i termini previsti dal decreto legge che ha sospeso i processi senza detenuti, il 30 settembre, senza che un nuovo Tribunale sia al momento ancora pronto, tranne poche aule ricavate nell’ex sede di Modugno.

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