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Oltre 58mila pugliesi nel 2017 sono stati curati in ospedali fuori regione. La chiamano “mobilità passiva” o “viaggi della speranza”, la sostanza non cambia: la Puglia continua ad essere una delle regioni con più residenti che scelgono di ricoverarsi e farsi operare in Lombardia, in Lazio e Emilia Romagna o altre strutture italiane.

La quota negli ultimi dieci anni si è sensibilmente ridotta (nel 2006 la mobilità passiva riguardava quasi 73mila pugliesi), ma resta elevata rispetto al resto del Paese. Ortopedia e oncologia sono i due settori che maggiormente vedono andare via i pazienti: nel 2017 sono stati 5.940 gli interventi oncologici effettuati su ammalati pugliesi in ospedali di altre regioni. Quasi 6mila operazioni che sono costate 32,4 milioni, il 15% del totale della mobilità passiva. Per quanto riguarda l’ortopedia, dei 32mila ricoveri totali del 2017, quelli lontani dalla Puglia sono stati 9.961, quasi il 30%.

Nel 2017 la Puglia ha sborsato, complessivamente, 341 milioni di euro per le cure fuori regione e ne ha recuperati solamente 160 prendendo in carico pazienti provenienti dal resto d’Italia. Un saldo negativo, quindi, di 180 milioni circa. Anche i bambini continuano ad essere curati fuori dai confini pugliesi, basti pensare che solo nel 2017 3mila piccoli sono stati ricoverati al Bambin Gesù di Roma.


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