La Camera e il Senato hanno dato il via libera alla risoluzione di maggioranza che approva la nota di aggiornamento al Def, la manovra finanziaria. A Palazzo Madama i voti a favore sono stati 161 e i contrari 109, mentre l’Aula della Camera ha approvato con 331 voti favorevoli e 191 voti contrari. La risoluzione impegna il governo a introdurre la quota 100 per anticipare l’uscita pensionistica, ad avviare il reddito di cittadinanza e la flat tax e a procedere al taglio del cuneo fiscale per favorire le assunzioni stabili dei giovani meritevoli.

Le misure previste

Tra le misure ci sono:  l’estensione della cedolare secca agli affitti dei locali commerciali, a partire dai cosiddetti “esercizi di vicinato”, la riduzione del cuneo fiscale per l’assunzione dei giovani più meritevoli, un graduale azzeramento a partire dal 2019 del contributo del Fondo per l’editoria.  Nella risoluzione non ci sono riferimenti sui  tempi di attuazione della riforma della legge Fornero, con l’introduzione di “quota 100” (consentirà la l’uscita anticipata dal mondo del lavoro  per tutti coloro che vantano un’anzianità lavorativa che, sommata all’età anagrafica, risulti 100). Si ipotizza una soglia minima di età di 64 anni., e l’introduzione delle pensioni e del reddito di cittadinanza.

Altro capitolo ancora non del tutto definito è quello della “pace fiscale”: sarebbe previsto lo stralcio totale, cioè cancellazione, del debito delle mini-cartelle sotto i mille euro più “vecchie”, quelle tra il 2000 e il 2010.  Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, secondo i calcoli del M5s riguarderà 6,5 milioni di persone che ora sono sotto la soglia di povertà. C’è anche il via libera alle pensioni di cittadinanza, che fissa una soglia di 780 euro per le pensioni minime.

“La nostra intenzione – fa sapere il capogruppo M5s al Senato Stefano Patuanelli – è cercare di partire con il reddito di cittadinanza e quota 100 dopo il primo trimestre”. “Io ritengo che in primavera – prosegue – possano partire sia la riforma della Fornero che il reddito di cittadinanza: pensiamo che ci vorranno tre mesi per la questione dei centri per l’impiego, forse un mese in più. Ad aprile potranno partire i centri per l’impiego”. “L’intenzione del governo – ha detto ancora Patuanelli – è portare in consiglio dei ministri già lunedì decreto fiscale e manovra. Se riusciamo a chiudere tutto è un segnale anche per l’Europa perché il 15 ottobre dobbiamo consegnare la bozza”.

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