E’ in tutte le librerie d’Italia il libro “Pietro Mennea, l’uomo che ha battuto il tempo” scritto da Tommy Dibari per Cairo Editore con il supporto della Fondazione Casillo. È un ritratto del tutto originale del grande velocista di Barletta.

Tommy Dibari, scrittore e autore televisivo, è riuscito a raccontare come Mennea, da ragazzo del sud, sia riuscito a salire sul tetto del mondo con la sola forza di volontà e la costante applicazione. Pietro è uno dei più grandi atleti italiani, il re delle velocità, l’uomo, appunto, che ha battuto il tempo. Lo scrittore, anche lui di Barletta, si muove “con la grazia – è detto in una nota – di una scrittura calibrata sulla misura di un romanzo-documentario, dove la realtà di una vicenda unica del Novecento italiano viene riprodotta con la verve del narratore autentico, riportato così alla memoria la vicenda esemplare di Pietro Mennea”, che “ha insegnato e insegna ancora tanto al Paese e allo sport”, sottolinea Dibari. “Mennea è stato finora l’unico velocista bianco in grado di detenere un record del mondo, nei 200 metri, per oltre 6.000 giorni”, aggiunge Dibari.

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3 COMMENTI

  1. Certo, se dietro al libro c’è la moglie c’è poco da stare allegri, almeno quanto ad attendibilità. E parlo di affermazioni dimostrabili con documenti, non chiacchiere inventate di sana pianta per buttare fango. Perché da una persona che afferma che i suoceri di Pietro erano diffidenti “per via della diversa estrazione sociale”, ci si può aspettare di tutto. Quanto detto è falso, perché la famiglia di origine di Pietro era benestante e ci sono articoli di giornale firmati dallo stesso Pietro a provarlo. Secondo, all’epoca del loro fidanzamento Pietro era già miliardario e conosciuto in tutto il mondo e con diverse lauree (al contrario di lei). Non vedo di cosa si preoccupassero i suoceri. Qua si vuol far passare un falso storico, ossia che Pietro abbia trovato l’America conoscendola e non il contrario. Ma fatela finita!

  2. Censurate i commenti eh? Siete solo dei fascisti, censori, burattini in mano al potere. Non avete spina dorsale. Siete l’antitesi del giornalismo, ossia ciò che un giornalista non dovrebbe essere. Cosa c’era che non andava nel commento? Vergognatevi!

    • Signor Stefano. I commenti li approviamo tutti senza censure. Semplicemente non avevamo ancora apportato l’ok a tutti, non solo al suo. Ora lei ci dice che siamo fascisti, censori, burattini. Ci ha offeso gratuitamente senza neanche capire cosa fosse successo. Rimaniamo sinceramente senza parole. Buona giornata

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