Dopo anni di sprechi, cala la spesa farmaceutica in Puglia: nei primi tre mesi del 2018, infatti, ha fatto registrare una netta riduzione, poco più del 10%, il doppio rispetto alla media nazionale (5,2%). Solamente il Molise ha ottenuto un risultato migliore, 13% da gennaio a marzo rispetto allo stesso periodo 2017, i dati sono elaborati da Federfarma.

La riduzione della spesa è anche conseguenza di un calo più contenuto delle ricette emesse dai medici: -2,3% nel primo trimestre 2018. Numeri incoraggianti per una regione che sino a due anni fa spendeva quasi 300 milioni in più in medicinali rispetto alla media italiana: i consumi restano ancora alti, ma il trend è cambiato. La giunta Emiliano, però, non molla e prosegue con le politiche di contenimento e razionalizzazione: questa volta sotto osservazione sono finiti i medicinali immunosoppressori sistemici ad alto costo per gli impieghi autorizzati nella “psoriasi a placche di grado da moderato a severo”. Si tratta di farmaci generalmente caratterizzati da costi molto elevati , tanto che nel corso del primo semestre 2018 la spesa relativa all’acquisto diretto da parte delle strutture pubbliche ammonta a circa 7,5 milioni, con una proiezione di spesa annua pari a circa 15 milioni. Le attuali linee guida per il trattamento della psoriasi prevedono un approccio terapeutico che passa prima dall’utilizzo dei farmaci appartenenti alla categoria dei Dmards convenzionali (riconducibili ai principi attivi Acitretina, Metotrexato e Ciclosporina) e, solo successivamente, in caso di fallimento terapeutico, l’avvio di una terapia con farmaci biologici ad alto costo.

Però, il servizio “Politiche del farmaco” regionale durante le verifiche di appropriatezza prescrittiva ha scoperto  che circa il 45% dei pazienti arruolati al trattamento con farmaci biologici non è stato prima sottoposto a cura con la prescrizione del medicinale meno costoso. Quindi, la giunta Emiliano è intervenuta e ha approvato una delibera per ridurre i costi, disponendo che i medici prescrittori “conformino i loro comportamenti prescrittivi al rispetto delle raccomandazioni dell’Aifa”.

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