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Scacco matto all’abusivismo turistico non alberghiero. Sull’approvazione da parte del Consiglio regionale della Puglia dell’assegnazione di un codice identificativo di struttura e la creazione di un registro delle strutture ricettive non alberghiere per facilitare il censimento e controllarne l’esercizio illegale interviene Confesercenti.

‘In seguito alla continue rilevazioni di Confesercenti si è finalmente arrivati ad introdurre una norma – spiega Francesco de Carlo, vice presidente nazionale Asshotel Confesercenti – che mette ordine al comparto turistico non alberghiero, il quale – a differenza degli alberghi – non è tenuto alla rigorosa osservanza delle regole fiscali. Spero che con il provvedimento si provi ad arginare il fenomeno del mercato sommerso degli affittacamere il cui moltiplicatore turistico nel 2016 è stato pari a 5.15, vale a dire che per ciascuna presenza turistica Istat ve ne sono state altre 4.6 non rilevate’.

‘La direttiva regionale – aggiunge Benny Campobasso, presidente Confesercenti Puglia – garantirà trasparenza ed equità tra gli operatori del settore che fino a ieri si sono sentiti maltrattati a causa di regole non chiare e poco ben definite. Con il Registro regionale delle strutture ricettive non alberghiere e l’obbligo di indicare il codice in ogni forma di promozione e pubblicità si semplificheranno i controlli e si porranno le basi per garantire un’offerta turistica nel rispetto delle regole’.

L’art.11 della legge in questione perimetra i soggetti destinatari della norma. Si tratta di ‘tutte le strutture turistiche ricettive non alberghiere, tra cui sono compresi gli alloggi o le porzioni di alloggi dati in locazione per finalità turistiche ai sensi della legge 431/1998 (Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo)’. Il secondo comma definisce le locazioni turistiche individuate negli ‘alloggi dati in locazione, in tutto o in parte, per finalità esclusivamente turistiche ai sensi dell’art.1 comma 2 lettera c), della legge 431/1998’ qualificando gli alloggi dati in locazione come ‘strutture ricettive non alberghiere’.

Viene quindi istituito il ‘Registro regionale delle strutture ricettive non alberghiere’ (art.12) con finalità di conoscenza dell’offerta turistica regionale che attribuisce il ‘Codice identificativo di struttura’ (CIS) e delega alla giunta regionale la disciplina delle modalità attuative e di gestione del Registro regionale delle strutture ricettive non alberghiere.

Per semplificare i controlli da parte delle autorità competenti viene introdotto (art.13) l’obbligo a carico delle strutture ricettive non alberghiere di indicare il codice identificativo di struttura (CIS) nella pubblicità, promozione e commercializzazione dell’offerta, con scritti o stampati o supporti digitali e con qualsiasi altro mezzo all’uopo utilizzato, e stabilisce le correlate sanzioni in caso di inadempimento.

L’art.14 disciplina le funzioni di vigilanza, controllo, contestazione e irrogazione delle sanzioni amministrative la cui competenza è attribuita ai Comuni territorialmente competenti, mantenendo comunque in capo alla struttura regionale preposta il potere/dovere di verifica del rispetto degli obblighi introdotti, anche attraverso il monitoraggio periodico e la verifica dei dati delle strutture ricettive e delle unità immobiliari offerte in locazione occasionale a fini ricettivi rilevabili attraverso i siti e i canali online di promozione e commercializzazione delle strutture e unità immobiliari medesime.


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1 COMMENTO

  1. I proprietari si oppongono alla legge, appena approvata dal Consiglio Regionale della Puglia, che vuole assimilare gli alloggi privati a “strutture turistico ricettive”.

    I proprietari degli alloggi concessi in godimento con regolari contratti di locazione accolgono con favore ogni iniziativa volta a contrastare l’abuso dell’istituto della “locazione” da parte di coloro che in realtà esercitano vere e proprie attività turistico ricettive. I proprietari, tuttavia, respingono con fermezza ogni tentativo di assimilare l’esercizio di un diritto, quello di proprietà privata, all’esercizio di attività turistico ricettive.

    Dare in locazione il proprio alloggio, a prescindere dalla durata del contratto, è un diritto che l’articolo 832 del codice civile definisce “pieno ed esclusivo” per tutto il territorio nazionale e che è tutelato dalla Carta Costituzionale.

    L’arroganza di chi definisce l’esercizio del diritto di proprietà privata, come “abusivismo turistico non alberghiero” spiega sin da subito il preconcetto che sta alla base delle accuse di alcune associazioni di albergatori e di alcune associazioni del commercio. Come può essere definito “abusivo” colui che esercita un diritto riconosciuto e tutelato dalle leggi dello Stato?

    Nei comunicati di alcune associazioni di albergatori, è stato affermato che esisterebbe un comparto che “non è tenuto alla rigorosa osservanza delle regole fiscali.” Ricordiamo che anche i proprietari che danno in locazione i propri alloggi sono tenuti al pagamento delle imposte sul reddito fondiario che producono e che dal 2017 una legge dello Stato (l. 96/2017) prevede che detti redditi siano soggetti ad una ritenuta d’acconto da parte degli intermediari e dei portali di prenotazione online che intervengano nella riscossione dei canoni. La stessa legge prevede che gli stessi intermediari e gli stessi portali siano tenuti a riscuotere dagli inquilini l’imposta di soggiorno e a versarla ai comuni in vece dei proprietari. Questa legge, accolta con grande favore dai proprietari, mira ad evitare il fenomeno del mancato versamento dell’imposta di soggiorno che ha visto, in diversi casi, in tutta Italia, albergatori processati o condannati per il reato di peculato, proprio per non aver versato l’imposta di soggiorno riscossa dai loro clienti.

    Dare una definizione di locazione turistica valida solo per il territorio di Regione Puglia, stabilire che gli alloggi dati in locazione turistica sono considerati “strutture ricettive” e quindi sono soggetti solo alle norme della legge regionale, esporrà inevitabilmente la nuova legge, come già avvenuto in Toscana e in Lombardia all’impugnazione della stessa, da parte del Governo, dinnanzi alla Corte Costituzionale.

    L’Associazione nazionale Pro.Loca.Tur., così come già avvenuto in altre Regioni, non farà mancare il sostegno ai proprietari pugliesi intraprendendo tutte le iniziative necessarie perché, anche in Puglia, venga riconosciuto e tutelato il diritto – di proprietà privata – di chi intende, semplicemente e onestamente, dare in locazione il proprio alloggio.

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