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Gli opuscoli di educazione sessuale stampati dal Comune stavano per essere distribuiti nell’istituto alberghiero Majorana quando la preside Paola Petruzzelli ha deciso di bloccare tutto.

Gli opuscoli erano stati già fortemente contestati per i loro contenuti considerati da alcune associazioni non appropriati. Il Comune, che ne ha stampati 200, ha sempre detto che sarebbero state le scuole a chiedere di poterli ricevere. E che la distribuzione quindi non sarebbe mai avvenuta senza il consenso degli istituti, disposti ad avviare per le quarte e le quinte superiori, un progetto di educazione sessuale.

Al Majorana la preside Paola Petruzzelli ha deciso di bloccare tutto dopo aver visionato l’opuscolo. E spiega le ragioni su Facebook.
“Tu aderisci ad un progetto di educazione sessuale proposto da un’associazione con medici e psicologi a supporto, poi ti ritrovi nel turbinio di polemiche assurde, di elucubrazioni fantasiose per non dire kafchiane. La verità è solo una: l’associazione ha prodotto gli opuscoli solo la settimana scorsa e naturalmente appena visti ho convocato il collegio dei docenti per revocare il progetto. Nessun terrorismo sui docenti, né fantasiosi accordi con associazioni, né premeditazione di chissà cosa. Finiamola di vedere sempre perversione, cattiveria e sporcizia. Collaboro con centinaia di associazioni, svolgo progetti con la condivisione delle risorse territoriali, se poi una di queste stampa opuscoli con contenuti improponibili ed io annullo tutto, ho colpa di cosa? Semplicemente di lavorare e di educare pensando forse che anche gli altri lo facciano nello stesso modo e con lo stesso entusiasmo con cui lo faccio io”.


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2 COMMENTI

  1. Potremmo pensare invece che la preside sia tornata sui suoi passi solo dopo le polemiche riportate dalla stampa. Altrimenti avrebbe dato il suo consenso all’opuscolo in classe, magari senza neppure convocare il Consiglio per una valutazione. È bene che di certe iniziative un po’ autopromozionali da parte di alcune associazioni si discuta bene tutti. E anche il Comune dovrebbe chiarire perché ha finanziato l’operazione.

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