Il consumo di energia elettrica? Solo il 33 per cento rispetto a quanto poi si pagherà realmente in bolletta. Accade a Bari e Borderline24 ha raccolto la segnalazione di un utente che si è trovato una bolletta da 118,39 euro di cui solo 40 euro erano di consumi. La restante parte è “classificata” come gestione contatore, oneri di sistema e iva. Insomma ci si ritrova a pagare più di tasse che di effettivo utilizzo della corrente in casa.

Ma non vale solo per l’Enel, anche per Amgas e per altre compagnie (anche telefoniche) ci si ritrova lo stesso calcolo. Ad esempio su una bolletta del gas di 395 euro, il consumo effettivo è stato di 147  euro mentre la restante parte è sempre di iva e oneri vari. Sicuramente questa non è la “scoperta dell’acqua calda”, come direbbero in molti: le imposte sono segnate in bolletta da sempre, ma ultimamente, secondo diverse segnalazioni che sono giunte al nostro quotidiano, sembra che i consumi siano di gran lunga inferiori alle spese accessorie.

Bif&st 2019 Bari
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2 COMMENTI

  1. Si perché ad Enel è stato permesso di aggiungere in bolletta, scorporandolo, al costo del kw quello del suo “trasporto” (spacciamento) e questo costo, insieme ad altri costi fissi incomprensibili ai piu’ superano di gran lunga il consumo. Insomma a giudicare dai costi il kw non viaggia sui cavi elettrici, che abbiamo già pagato con altre bollette, ma in treno e in prima classe. È un monopolio che, come quello di Autostrade, prima o poi dovrà essere messo in discussione.

  2. Non sono “imposte” ma costi fissi di gestione e spacciamento che vengono impropriamente distinti dal “costo per l’energia” per far apparire più basso il costo del kw (che è legato al prezzo del petrolio) e far cosi lievitare comunque le bollette.

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