“Siamo in presenza di un grave pericolo: il prossimo 15 febbraio, con la firma delle intese per l’Autonomia Regionale tra il governo centrale e Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna si determinerà un’ulteriore frattura tra il nord e il sud del Paese e questo avverrà con un testo non presentato al Parlamento, che non ha avuto nessun tipo di discussione pubblica e che, una volta sottoscritto, non potrà essere modificato dalle Camere ma solo approvato o respinto”. Lo afferma in una nota il capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale della Puglia, Nino Marmo.

“Nel luglio dello scorso anno – prosegue – all’indomani della delibera di Giunta con la quale Emiliano avviava il procedimento per la Puglia, facendo da sponda alle richieste delle regioni del nord, fummo gli unici ad evidenziare i rischi che una tale posizione avrebbe potuto creare per la nostra Regione. Adesso, invece, constatiamo con piacere che anche il gruppo regionale del Pd si è svegliato e si accorge di quanto sta succedendo, non senza contraddizioni”. “La prima, e forse la più importante – rileva Marmo – è che le richieste di autonomia di cui ci troviamo a discutere nascono da lontano, ovvero dalla riforma costituzionale del 2001, fatta da un governo di sinistra proprio per allisciare il pelo alla Lega che oggi invece viene demonizzata”.

“La seconda – sottolinea – è che ad aver avviato il percorso per l’autonomia differenziata è stato il governo a guida Pd, con Gentiloni che siglava le pre-intese con Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna quattro giorni prima delle elezioni politiche dello scorso anno”. “Oggi, quindi – conclude – ci troviamo davanti a una ‘autonomia 2.0’, cioè la secessione dei ricchi coperta dall’obolo per i poveri, cioè il Reddito di cittadinanza. Il tutto accade proprio quando la Lega si è fatta nazionale e mentre ognuno di noi è distratto da una lotta tra le due forze di governo che ricoprono il ruolo sia di maggioranza sia di opposizione, annullando gli altri partiti in campo”.

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