“Quello che le donne non dicono”. Questo il titolo dell’evento che si terrà il 7 marzo nell’istituto Perotti. Un incontro con gli studenti baresi volto alla promozione dei valori della legalità e alla valorizzazione della donna in occasione della ricorrenza dell’otto marzo.

L’idea:

Il titolo dell’incontro è già emblematico; testo di una canzone di Fiorella Mannoia e manifesto della celebrazione della festa della donna l’otto marzo viene rimodulato ed adattato per sottolineare le storie, il coraggio e l’esperienza di vita di due donne; esempi di vita che fungono da esempio per le nuove generazioni, infondendone i valori della legalità, dell’impegno concreto a sostegno dell’antimafia sociale.

Gli ospiti

Rosanna Scopelliti, presidente della Fondazione Scopelliti e figlia del giudice di cassazione del maxi processo Antonino Scopelliti, vittima di un agguato mafioso nel 91;

Piera Aiello: prima testimone di giustizia italiana ad essere eletta in Parlamento; denunciò la mafia dopo aver assistito alla morte del marito e del suocero, convinta da Paolo Borsellino.

Dove e quando: 

Il 7  marzo 2019 ore 10:30 presso l’IPSSAR Armando Perotti, istituto professionale di scuola secondaria superiore, da sempre sensibile alle tematiche in oggetto; ha già ospitato eventi come questo come ad esempio “Stato di Abbandono” nel 2015 volto a denunciare le condizioni dei testimoni di giustizia italiani alla presenza di Ignazio Cutró, Cosimo Maggiore e i giornalisti Paolo De Chiara e Federico Ruffo.

L’organizzatore:

Simone Cellamare; già presidente della commissione cultura dell’VIII Circoscrizione di Bari con delega alla legalità e alla prevenzione; da sempre convinto sostenitore dell’importanza della lotta non repressiva alla criminalità organizzata, sensibile ai temi dell’antimafia sociale ha già organizzato incontri a Bari con Don Luigi Merola, Pinuccio e Lella Fazio, Domenico Seccia ,Luigi Anglana, Angiolo Pellegrini, Ignazio Cutró, Cosimo Maggiore, Francesco Condoluci, Paolo de Chiara e Federico Ruffo.

L’ospite a sorpresa:

Prevista la presenza di Gianfranco Franciosi, testimone di Giustizia ligure, primo civile infiltrato tra i narcotrafficanti spagnoli e sud americani, fautore dell’operazione Albatros col sequestro di 12 tonnellate di cocaina pura al 98%. Già  invitato all’evento “Stato di Abbandono” del 2015 a Bari non vi partecipò a seguito dell’incendio del suo capannone la notte prima.

La presenza di Franciosi rafforza, con l’on.Piera Aiello, il tema dei testimoni di Giustizia e tende a dimostrare, se mai ce ne fosse bisogno, che nonostante le difficoltà del loro status, i rapporti umani e gli impegni presi anni addietro vengon rispettati, mantenuti e valorizzati.

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