Il recente servizio fotografico di National Geographic sulle “leggende di Bari” è solo l’ultimo tassello mediatico che testimonia un crescente interesse per la cultura e le bellezze pugliesi. In questi giorni da Liverpool, Mick Ryan, fotografo di un’altra nota rivista di viaggio inglese, ha visitato la città alla ricerca di volti e ambientazioni caratteristiche da immortalare in uno scatto. Lo abbiamo incontrato per un caffè espresso e una passeggiata tra i vicoli del borgo antico e il lungomare Nazario Sauro. Chi meglio di un fotoreporter girovago, di recente in visita a Marrakech (Marocco), può osservare con occhi diversi la realtà barese.

“Bari è una città molto bella – commenta Mick – il turismo inglese cerca delle ‘city breaks’ come questa, località metropolitane di media grandezza in cui potersi rilassare. Senza stress. Solo buon cibo, paesaggi e cultura. Le mete europee tradizionali come Madrid e Roma offrono molto ma obbligano i turisti a grandi carichi di stress”.

Di contro però ci sono dettagli che colpiscono negativamente. I rifiuti gettati per terra a ogni angolo, il poco rispetto degli automobilisti per i pedoni sulle strisce pedonali e i trasporti. “Arrivare a Bari in aereo è semplice ed economico – aggiunge Mick -. I problemi sono urbani. E’ difficile avere spiegazioni, specie in lingua inglese, con pochi cartelli per indicare le fermate dei bus. Ci si sente un po’ spaesati”. Altra nota dolente è il coinvolgimento mancato sugli eventi culturali: “Dov’è il museo di Bari, come faccio a rintracciarlo?”.

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